LUISA, DA MISS A PSICOLOGA

NEL 1994 INCANTAVA LE PASSERELLE, OGGI LAVORA IN SVEZIA SPECIALISTA IN AUTISMO E PET-THERAPY
PESCARA. Vent’anni fa erano giovani studentesse, qualcuna aspirante miss, altre ragazze immagine di professione; moltissime poco più che adolescenti, ma tra loro spuntava anche una mamma. Sulle pagine del Centro dedicate agli eventi estivi nel 1994, “Estate Mare & Monti”, tanto spazio veniva dedicato ai concorsi di bellezza nell’ambito delle selezioni per Miss Italia, o rivolti all’intrattenimento locale estivo. Ragazze che aspiravano a diventare modelle, oppure a sentirsi “reginette” per una sera.
Come sono cambiate, a distanza di 20 anni, le vite di quelle ragazze? Hanno realizzato i loro sogni? Per qualcuna la vita ha preso una strada del tutto diversa dalle passerelle. È il caso di Luisa Di Biagio, pescarese, mamma di Rebecca a 18 anni, la seconda miss ad avere un figlio dopo il caso dell’epoca di Mirca Viola, ex modella alla quale la maternità costò il titolo di miss Italia 1987. Quando il 20 luglio del 1994 Luisa conquistò il titolo di “Miss Mare Igloo” a Pineto, aveva 22 anni. Sulle pagine del Centro il giornalista Angelo Minnucci scriveva di lei: «Ha un’altezza di 1,75 centimetri e forme da far impazzire». La giovane modella dichiarò ai cronisti che le sarebbe piaciuto avere un futuro da indossatrice, pur confessando di «vivere alla giornata». Oggi Luisa ha 42 anni, vive da due all’estero – in Svezia – è psicologa, consulente per famiglie e per le scuole, esperta di pet-therapy, autrice di libri sull’autismo e la sindrome di Asperger. Ha scelto l’estero per vivere con i due figli «perché in Italia sono stata tagliata fuori, il mio pensiero sull’autismo e relative terapie è controcorrente». Si è laureata a 30 anni in Psicologia, scoprendo tardi qual era la sua vera vocazione: lavorare nel sociale, anche se ha sempre amato il volontariato. Il periodo delle sfilate, delle animazioni in discoteca, che lei definisce «una fase pre-Grande Fratello», è lontano. «Sono stata indossatrice, promoter, miss, valletta. Non rinnego nulla. Anzi, è stata una parte importante della mia vita. Ma oggi ho un modo differente di pormi di fronte al mio corpo e alla società e nei confronti dell’immagine della donna. All’epoca ero molto bella e non mi rendevo conto delle conseguenze che questo mio aspetto avesse sugli altri. Mi fermavano per strada e mi chiedevano: vuoi venire a fare il concorso da modella?», prosegue sorridente comunicando via Skype, «e a 16 anni, mi sono ritrovata a lavorare in quel mondo quasi per caso». I circuiti di lavoro o di concorsi di bellezza erano per lo più locali, ma negli ultimi tempi Luisa si avvicinava alla ribalta nazionale. «Capitava che in una sola serata guadagnassi più di un milione di lire…».
«Poi un giorno», racconta, «due personaggi famosi dello spettacolo mi proposero un accordo esplicito: carriera in cambio di sesso. Mi consultai con una talent manager di Mediaset e lei, in modo molto competente, con poche parole ha segnato il mio destino. Mi disse di seguire la strada che mi faceva emozionare. E io capii che non era quella». Per Luisa comincia una nuova vita. Riprende gli studi interrotti, scopre che la sua diversità era dovuta all’essere autistica e oggi è una professionista affermata. «Posso dire di essere una delle maggiori esperte sia nel campo dell’autismo in Italia e nel mondo, sia nella cinofilia professionale». Si è lasciata alle spalle una dieta quotidiana da 450 calorie e un’attività fisica esasperante che le ha stravolto il metabolismo provocandole disturbi alimentari. Oggi ha diversi chili in più («mi piaccio così anche se farebbe bene alla mia salute scendere un po’») e la sua vita è ora meno frenetica, ma più ricca di emozioni.
Marianna Gianforte
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