Lunedì il consiglio comunale nel parco

La riunione chiesta dai consiglieri di maggioranza dopo l’accoltellamento in piazza Santa Caterina
PESCARA. Una riunione del consiglio comunale dentro al parco di piazza Santa Caterina. Sulla base di questa richiesta, presentata da un gruppo di consiglieri di maggioranza, il presidente dell’assise civica Marcello Antonelli ha convocato per lunedì prossimo, alle 18.30, una seduta del consiglio direttamente in piazza, invitando a partecipare i rappresentanti delle forze dell’ordine e il prefetto.
Sarà una riunione aperta alla città, nel senso che potrà intervenire chiunque chiederà la parola.
L’idea, la proposta, è stata di Armando Foschi, della Lega, e alla firma di questo consigliere se ne sono aggiunte altre 16, come ricorda proprio Foschi spiegando i motivi del suo appello, lanciato dopo l’accoltellamento del primo luglio avvenuto in piazza Santa Caterina al culmine di una lite tra un italiano e un uomo di origine straniera che poi si è spostata in strada, dove è stata interrotta dalla polizia, che ha arrestato entrambi.
Per i firmatari della richiesta di un consiglio straordinario «piazza Santa Caterina e le vie adiacenti si sono trasformate in un nuovo Bronx», la gente «ha paura ad uscire dopo le 17 per buttare la spazzatura e il parco è frequentato solo da senzatetto ubriachi». Ma il problema va anche oltre quest’area verde perché «il quadrilatero compreso tra via Leopoldo Muzii, corso Umberto, corso Vittorio Emanuele (terminal bus e la vicina pinetina) e via Cesare Battisti sta diventando infrequentabile». Ora, si legge nell’istanza inviata ad Antonelli nei giorni scorsi, «è nostro dovere voltare pagina e ripristinare ordine e decoro» dopo «l’escalation pericolosa» che si è verificata «negli ultimi 24 mesi» in pieno centro cittadino.
Una prima risposta del Comune c’è stata, perché il sindaco Carlo Masci ha disposto subito la chiusura del parco all’ora di pranzo e nel tardo pomeriggio, raccogliendo un appello dei residenti, anche se chi vive in quella zona ritiene che non sia una soluzione definitiva, perché l’area verde è uno spazio pubblico e tutti vorrebbero entrare e uscire in sicurezza. Sempre il sindaco ha chiesto un intervento costante della polizia municipale, da affiancare alle forze dell’ordine, e sollecitato la potatura degli alberi, per evitare che diventino un paravento di chi vuole commettere reati o comunque nascondersi.
Ma qualcos’altro deve cambiare, in questa zona, suggerisce Emilio Longhi, che vive a fianco al parco ed è un ex consigliere comunale del Pd. «La chiusura del parco non fa piacere a nessuno anche se gli effetti di questo provvedimento si vedono», dice Longhi. «La fase attuale, con il parco chiuso in alcuni orari, può essere vista come un periodo di decantazione», dopo l’accoltellamento, «ma nel frattempo si potrebbe portare avanti la procedura per affidare l’area a qualcuno che si occupi della pulizia e della vigilanza, aprendo anche un chiosco all’interno dell’area verde. Con un presidio di questo genere si creerebbe un deterrente: il parco sarebbe aperto, ospiterebbe delle attività e i malintenzionati rimarrebbero lontani. E poi servirebbero delle telecamere nuove e funzionanti. È anche importante», conclude Longhi, che se ne discuta, «e non vanno spenti i riflettori».
Benedetto Gasbarro, che lavora in piazza Santa Caterina e vive in corso Vittorio, sta studiando con altri cittadini della zona le proposte da lanciare durante il consiglio comunale di lunedì. Dal giorno in cui c’è stato l’accoltellamento «qualche passo avanti in piazza è stato fatto», commenta, «ma al terminal non è cambiato niente», sottolinea dopo tante denunce sulla mancanza di sicurezza nell’area. Intanto i controlli in zona, e anche negli altri punti della città considerati a rischio, si susseguono.
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