Lupi: «Lavoro ai giovani perché qui c’è il futuro»

22 Gennaio 2024

Parla il presidente di Noi Moderati, ieri ad Avezzano, Pescina e Cerchio

L’AQUILA. Chi dice che l’Abruzzo non sia nel dna della politica nazionale si sbaglia. Maurizio Lupi è figlio di emigranti che negli anni Cinquanta partirono da Fossacesia per andare a Milano a cercare lavoro. Lupi, deputato e presidente di Noi Moderati, è tornato nella regione del papà e della mamma, degli zii e dei nipoti. Ieri è stato ad Avezzano, Pescina e Cerchio, sabato a Teramo, per organizzare con Paolo Tancredi, coordinatore regionale dei moderati, le liste che sostengono Marco Marsilio alle regionali del 10 marzo. Nell’intervista che Lupi ha rilasciato al Centro c’è molto di Abruzzo. C’è tutto.
Presidente Lupi, qual è il ruolo nel centrodestra di Noi Moderati sia a livello nazionale sia in Abruzzo?
Noi Moderati vuole rappresentare quei cittadini che credono che la persona sia al centro della società, che la difesa delle libertà sia il fulcro dell’azione dello Stato, che credono nel libero mercato, ma anche nell’equità sociale, che scuola, famiglia, lavoro e impresa siano i pilastri su cui ricostruire l’Italia. Vogliamo testimoniare una politica che faccia della serietà, della concretezza e della competenza al servizio del bene comune il proprio metodo d’azione. Riavvicinare i tanti elettori moderati che non votano più e si sono rifugiati nell’astensione. Ricordo che il Pdl nel 2009 prendeva il 39%, oggi la somma di Noi Moderati e Forza Italia è il 9%. In sintesi che il centro torni ad essere il pilastro politico del centrodestra.
Perché l’impegno di Noi Moderati per Marsilio?
Marsilio è stato un buon presidente. Ha riportato l’Abruzzo al centro delle politiche nazionali. Basti pensare ai finanziamenti arrivati in questi anni o alla priorità data alle politiche sociali e a quelle infrastrutturali. Un presidente che ha ben governato merita di poter continuare a fare il suo lavoro.
Il sondaggio commissionato da Fratelli d’Italia per le regionali del 10 marzo vi attribuisce il 2%. Pensa che questa sia la percentuale reale?
I sondaggi danno Noi Moderati al 2% anche a livello nazionale, ma in Abruzzo non è ancora partita la campagna dei nostri candidati, persone autorevoli e radicate sul territorio. Quindi cresceremo ancora e molto.
In termini di percentuale e seggi, quali sono gli obiettivi di Noi Moderati?
Penso che potremmo arrivare allo stesso risultato che abbiamo preso in Molise, il 7% ed eleggere almeno due consiglieri regionali.
Secondo lei quali sono le priorità da affrontare in Abruzzo?
Prima tra tutte la riduzione delle liste d’attesa nella Sanità. Come Governo nazionale abbiamo messo 3 miliardi di euro in più proprio per questo obiettivo. Nella sanità abruzzese c’è ancora tanta, troppa, mobilità passiva extra regionale. Poi il turismo: l’Abruzzo è una regione splendida con mare, collina e montagna, cultura ed eccellenze agroalimentari. Ricordo che, da Ministro delle Infrastrutture, con l’allora presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, cedemmo il sedime ferroviario della costa dei trabocchi e finanziammo la realizzazione della pista ciclabile. Oggi è sotto gli occhi di tutti che polo di attrazione turistica sia diventata quella realtà. Nell’ultima Legge di Bilancio, grazie anche al nostro lavoro, i fondi per le famiglie e per l’alleanza Scuola - Lavoro sono stati aumentati di un miliardo: è un modello da applicare anche in Abruzzo.
Infine, la politica infrastrutturale, compresa la nuova sfida per le infrastrutture digitali.
Una domanda particolare: il suo legame con l’Abruzzo va oltre la politica ed è molto stretto. Ci parli delle sue radici che ricordano le storie di tanti abruzzesi.
I miei genitori sono partiti negli anni 50 da Fossacesia e sono immigrati a Milano con la terza elementare, mia mamma operaia alla Alemagna mio papà muratore. Hanno tirato su una famiglia e con i loro sacrifici mi hanno permesso di studiare e di diventare quello che sono. Qui in Abruzzo ogni volta che torno dai miei parenti, a Fossacesia e a Mozzagrogna, ritrovo un pezzo della mia storia, e innanzitutto le mie radici. Lo spiega bene una strofa di una canzone che mi cantava sempre quando ero piccolo mia nonna, “Luntane, cchiù luntane: Marinà, s'ha da vugà / tra tutta sta chiarità, / cante la vele a lu vente/ nu cante granne che luntane và: / tu la si ddove vo ì st'aneme pe' ne' murì, / bella paranze. Luntane 'nghe sti suspire tu i' da menì. Marinaio, si deve remare… lontano con questi sospiri tu devi venire. Sii dignitoso, certo dello scopo, disponibile al lavoro e al sacrificio e porta sempre con te questi “sospiri” cioè i tuoi valori.
L’ultima domanda riguarda i giovani la cui emigrazione non si è mai interrotta: che cosa propone Noi Moderati per valorizzare meriti e professionalità per far restare o tornare gli under 30 in Abruzzo?
Marsilio ha fatto una buona cosa puntando sugli Its, penso a quello del Turismo. L’Abruzzo ha 3 università e 3 conservatori, perché non lanciare una politica di coordinamento e di attrattività per i giovani tra tutti questi soggetti? E infine credo che l’Abruzzo debba tornare ad attrarre investimenti per rilanciare l’economia reale e creare nuovi distretti industriali di eccellenza. La Zes certamente è un buon inizio.
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