M5S: «Dimenticati i piccoli ospedali»

Il consigliere regionale Pettinari: «Rischio chiusura». L’assessore Verì: «Già chiesta la deroga al decreto Lorenzin»
PESCARA. Malati “ammassati” nei corridoi, reparti che scoppiano per la mancanza di personale, attrezzature nuove che restano negli scantinati dei distretti, e, su tutto, la mannaia del decreto Lorenzin che incombe sui piccoli ospedali. Attualmente, secondo il consigliere M5S e vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari all’appello mancherebbero circa duemila unità di personale sanitario.
OSPEDALI AL COLLASSO. «Ci troviamo liste d’attesa lunghissime dovute alla carenza di personale. Dobbiamo ringraziare di cuore i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari», ha detto ieri mattina nel corso di una conferenza stampa a Pescara, alla presenza di un gruppo di cittadini di Penne e Popoli che protestano per il progressivo depauperamento di servizi nei due ospedali dell’area vestina, «che ogni giorno svolgono le loro mansioni in una situazione di disagio unico, come quello che si vive quotidianamente all’ospedale di Pescara. Il Pronto Soccorso è intasato e i reparti sono ingolfati dal momento che le strutture di Popoli e Penne non possono alleggerire il carico di pazienti».
DEROGA ALLA LORENZIN. Secondo Pettinari, «attuare la deroga governativa, senza nascondersi dietro al Decreto Lorenzin, oggi è più importante che mai. Eviteremmo di vedere pazienti ammassati lungo i corridoi per mancanza di spazi o di trovarci un solo medico a gestire più reparti nei giorni festivi, perché nessuno interviene sulla carenza di personale, rinforzandolo con nuova forza lavoro. Bisogna ripristinare il personale infermieristico ed Oss che è imboscato negli uffici a svolgere le loro mansioni nei reparti».
IL DECLASSAMENTO. Un quadro, quello dipinto da Pettinari, che parte dal declassamento di altri otto ospedali, oltre a quelli di Penne e Popoli (Pescara): Atessa, Ortona e Guardiagrele (in provincia di Chieti), Atri e Sant’Omero in provincia di Teramo, Tagliacozzo, Pescina e Castel di Sangro in provincia dell’Aquila. Quelli di Penne e Popoli, secondo l’esponente M5S, «possono essere immediatamente riclassificati, e i reparti chiusi possono essere riconsegnati ai cittadini. L’assessore Nicoletta Verì deve applicare le deroghe al decreto Lorenzin che sono già state approvate dal governo. Non c’è bisogno di farne altre. Allora, perché si perde tempo»? Insomma, secondo Pettinari, «i governi cambiano, ma la sanità in Abruzzo non accenna a migliorare».
VERÌ RISPONDE PER LE RIME. «Tutte le richieste di deroga al Decreto Lorenzin sono state formalizzate giovedì al tavolo di affiancamento ministeriale (a cui l’assessore ha presenziato, insieme a un gruppo di tecnici della Regione e dell’Agenzia sanitaria regionale, ndr) e questa volta, a differenza del passato, sono basate su motivazioni tecniche, riferimenti normativi e condivise con gli operatori sanitari e i rappresentanti del territorio». Così l’assessore Verì risponde alla critiche di Pettinari.«Ricordo a Pettinari», afferma, «che sono assessore alla Salute da poco più di 100 giorni, durante i quali non sono rimasta chiusa nel mio ufficio, ma ho visitato tutti i presidi ospedalieri della nostra regione, a partire da quelli più piccoli. Per questa ragione ho chiesto l’affiancamento ministeriale, affinché Roma possa essere maggiormente consapevole di quelle che sono le peculiarità della nostra Regione e possa prendere le decisioni di competenza sulla base di dati oggettivi e inoppugnabili». Nelle prossime settimane il ministero, assicura l’assessore, si esprimerà sulle richiesta di deroga e le decisioni saranno poi calate nel piano di riordino della rete ospedaliera.

