M5S sull’Aventino: fuori dall’Aula

11 Dicembre 2016

Grillo: voto subito, per la fiducia non ci siamo e andiamo in piazza a manifestare

ROMA. Fuori dall’Aula quando il nuovo governo chiederà il voto di fiducia e protesta in piazza. Il Movimento 5 Stelle si prepara a fare opposizione prendendo ormai le parole di Sergio Mattarella come una bocciatura della loro proposta di tornare subito al voto.

Parole chiare quelle dei pentastellati, l’ipotesi dell’Aventino prende forma: «Nessun governo calato dall’alto, bensì un esecutivo dimissionario nell’attesa che si pronunci la Consulta sulla legge elettorale». Così Beppe Grillo scrive un lungo post dal titolo “La volontà dei cittadini va rispettata”. E per volontà dei cittadini, il leader M5S intende il ritorno alle urne. La rabbia è tanta: «Io voglio votare perché non li sopporto più, come si fa ad avere fiducia in queste persone?», incalza Alessandro Di Battista che aggiunge: «C’è un consociativismo che fa schifo, vogliono maturare la pensione, a me non me ne frega niente della pensione».

I capigruppo di Camera e Senato, Giulia Grillo e Luigi Gaetti, hanno portato all’attenzione del presidente della Repubblica tre questioni fondamentali. La prima è che, secondo i pentastellati, «Renzi, tutto il suo governo e l’intero Pd hanno fallito. Qualunque nuovo governo, ancora una volta calato dall’alto, non avrebbe la legittimazione popolare per governare. E, in continuità con quello precedente, imporrebbe al Paese le solite ricette economiche, a base di lacrime e sangue, a danno di tutti i cittadini». Infine il problema delle due leggi elettorali, diverse tra Camera e Senato. «Una paralisi istituzionale dolosa, generata dall’irresponsabilità di questa classe politica, guidata da Renzi e dal Pd. Per questo - spiegano - abbiamo chiesto a Mattarella di garantire il percorso istituzionale più rapido per andare al voto, con la legge elettorale che sarà certificata dalla Consulta nelle prossime settimane».

Prima, durante e dopo le consultazioni, i grillini hanno mandato segnali. Luigi Di Maio scrive che «i cittadini non ne possono più di questa spartizione di poltrone che Renzi fa nelle segrete stanze». Preludio di ciò che accadrà nelle prossime ore sono anche le parole Di Battista che, nell’attesa di ascoltare la decisione presa dal presidente della Repubblica, scrive: «Basta avatar di Renzi, basta figliocci di Napolitano. Il popolo italiano non ne può più».

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