Ma Costantini avverte il Pd: «Non sarò il vostro candidato»

PESCARA. «Non sarò il candidato sindaco del Pd». Lo ha detto ieri Carlo Costantini poco prima che cominciasse la riunione della direzione del Partito democratico di Pescara per parlare della scelta...
PESCARA. «Non sarò il candidato sindaco del Pd». Lo ha detto ieri Carlo Costantini poco prima che cominciasse la riunione della direzione del Partito democratico di Pescara per parlare della scelta del candidato alla carica di primo cittadino che dovrà correre alle prossime elezioni comunali del 26 maggio. La dichiarazione dell’ex deputato sono una doccia fredda nei confronti di coloro che ritenevano, o speravano, che fosse possibile una sua candidatura in rappresentanza del centrosinistra. Ma Costantini ha dato l’altolà agli esponenti dem troppo ottimisti.
Avvocato Costantini, come stanno le cose?
«Apprendo dagli organi di informazione che all’interno del Pd sarebbe in corso un animato confronto sull’opportunità di sostenere la mia candidatura a sindaco di Pescara, con singoli esponenti del centrosinistra che esprimono di volta in volta le ragioni del loro consenso o della loro contrarietà. Rispetto profondamente la discussione interna che anima il Partito democratico, ma al tempo stesso devo constatare che, probabilmente, non sono stato sufficientemente chiaro nell’esprimere la mia posizione».
Quindi, respingerà eventuali proposte del Pd?
«Ho già detto, e lo ripeto, che la mia candidatura sarà alternativa a questa amministrazione e aggiungo che non sarò il candidato sindaco del Partito democratico. Dopo diversi anni di lontananza dall’impegno politico, ho deciso di offrire il mio contributo di esperienza e di conoscenza del funzionamento della pubblica amministrazione per portare a termine il progetto della Grande Pescara, al quale tengo moltissimo e al quale tengono moltissimo anche tutti i pescaresi che hanno votato sì al referendum del 25 maggio del 2014».
Allora, correrà da solo?
«Per questo, ho scelto di sottoporre la mia candidatura a sindaco al giudizio dei pescaresi e non a quello dei partiti politici, che non rappresenterò, in occasione delle prossime elezioni comunali».
È una sorta di bocciatura per tutti i partiti politici?
«Ho un’alta considerazione del ruolo che i partiti e i movimenti svolgono all’interno delle istituzioni democratiche. Ma, personalmente, sono convinto che in questo particolare momento per il futuro della città di Pescara siano molto più importanti le proposte e i progetti, la loro concretezza e la potenziale attitudine dei singoli candidati a realizzarli, piuttosto che i successi politici di Salvini, o gli esiti delle primarie del Partito democratico».
Ma è possibile che abbia deciso di rinunciare a qualsiasi alleanza?
«Il mio solo partito è Pescara. Spero che con questa mia precisazione il Pd possa proseguire serenamente il proprio percorso interno nella scelta del prossimo candidato sindaco, senza essere fuorviato nella discussione da ipotesi inattuabili». (a.ben.)
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