Ma in bilancio mancano 11 milioni

Il Comune ricorre alle anticipazioni di cassa per andare avanti
PESCARA. «Il rinvio delle scadenze tributarie e la previsione di esenzioni per alcune categorie produttive sta determinando inevitabilmente uno squilibrio finanziario, cioè l'utilizzo delle anticipazioni di cassa per far fronte agli impegni dell'ente». A dare l’allarme è stato ieri l’assessore al bilancio Eugenio Seccia durante la sua audizione in commissione Finanze, presieduta da Salvatore Di Pino, riunita online in videoconferenza.
«L'ammontare dell'anticipazione è in fase di determinazione», ha spiegato Di Pino al termine della seduta, «ma potrebbe arrivare ad aprile intorno agli 11 milioni di euro e, in assenza di un provvedimento nazionale che dia ossigeno agli enti locali, il famoso “Decreto di aprile”, a giugno potrebbe superare, come ipotesi peggiore, i 30 milioni di euro». L'intera commissione, comunque, ha concordato con l'assessore la necessità di altri rinvii delle scadenze relative alle imposte comunali per dare maggior respiro a famiglie e imprese. «Sarà necessario», ha aggiunto Di Pino, «trovare ulteriori strumenti per sostenere la ripresa economica e sociale della città, ma per farlo la strada non può essere quella di promettere tutto a tutti senza sapere con quali risorse coprire finanziariamente le iniziative di sostegno, perché cosi si rischia solo di creare false aspettative».
Intanto, ieri il Comune ha avvisato che i bollettini per pagare la Tari sono in arrivo. I modelli recapitati a casa dei cittadini indicheranno la vecchia data di scadenza del 31 marzo per la prima rata e non quella aggiornata del 31 maggio. I contribuenti non dovranno tenerne conto.
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