Ma infine la maggioranza si spacca

Sfida tra Fdi e Lega per la nomina del Difensore civico: Marsilio batte D’Eramo
L’AQUILA. «Si spacca la maggioranza di centrodestra sulla votazione del Difensore civico, che in Consiglio regionale non ha visto la luce, tra abbandoni d’aula, schede bianche e occhiatacce. La maggioranza del presidente Marsilio non è stata capace di convergere su un unico nome, creando, ancora una volta, una spaccatura insanabile tra Fratelli D’Italia e Forza Italia da un lato, e la Lega dall’altro. Quest’ultima si è poi divisa a sua volta, con mezzo partito di Salvini in aula e l’altro fuori che diserta la votazione. Il risultato di questo ennesimo teatrino è che per mancanza di numero legale, dopo 5 votazioni nulle, l’Abruzzo continua da oltre 3 mesi a essere sprovvisto del Difensore civico. E non è chiaro quando riusciranno a eleggerlo visto che la legislatura è alla fine». Così il capogruppo dei 5 Stelle, Francesco Taglieri, e i consiglieri regionali Pietro Smargiassi, Barbara Stella, Giorgio Fedele e Domenico Pettinari, raccontano l’ultimo atto del Consiglio di ieri che si presta a più chiavi di lettura condite da singolari retroscena. La prima, come si diceva, è la spaccatura in maggioranza con Fdi che puntava sul nome di Umberto Di Primio come successore del compianto Giandonato Morra nel ruolo di Difensore civico mentre la Lega di Luigi D’Eramo avrebbe voluto eleggere l’avvocato di Montesilvano Anthony Hernest Aliano, esponente del Carroccio.
Ma non sono bastate cinque votazioni per giungere al verdetto. Sin dall’inizio, in mancanza di un accordo con la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno abbandonato l’aula, per evitare una sconfitta ai numeri sul campo in virtù di un accordo trasversale tra i salviniani e l’opposizione sponsorizzato da D’Eramo. Ma quando per Aliano sembrava fatta sono scattate le defezioni dei leghisti. All’avvocato di Montesilvano bastavano 16 voti su 16 presenti, ma sia Fabrizio Montepara sia la neo consigliera Rompicapo sono mancati all’appello nominale, facendo saltare il banco grazie a un paio di telefonate “convincenti” di Marsilio che quindi vince la sfida a distanza con D’Eramo. Ma che cosa accadrà oggi? (l.c.)

