Ma l’uscita del porto è ancora insabbiata

11 Giugno 2022

I pescatori: costretti a manovre complicate. Il dirigente Trisi: disagi sulla sinistra, a destra si passa

PESCARA. L’uscita del porto canale di nuovo insabbiata. Fino all’altro ieri, era possibile passeggiarci tranquillamente a piedi. E qualche bagnante, ripreso dai telefonini, l’ha fatto. Le immagini, fra lo stupore generale, ma anche un po’ di rabbia, sono finite sui social. «La situazione», spiega l’armatore Massimo Camplone, «in quel punto, soprattutto nella parte sinistra, è sempre stata così. Con la bassa marea peggiora. Sono anni ormai che protestiamo e che combattiamo, ma non si è risolto niente. Non ci resta che aspettare la fine dei lavori che si stanno facendo e sperare. Di certo tornare in mare, dopo giorni di sciopero contro il caro gasolio, potrebbe essere molto complicato».
Il dirigente comunali ai Lavori pubblici, Fabrizio Trisi, conferma che c’è un problema di insabbiamento all’uscita del porto, nella parte sinistra. «Sul lato destro però», spiega, «le imbarcazioni possono passare. Ogni 10 giorni, infatti, vengono effettuati con la draga degli interventi per spostare i materiali che si depositano sui fondali e liberare così la canaletta. E questo in attesa del dragaggio vero e proprio, che dovrebbe partire a fine settembre, per il quale sono stati stanziati due milioni di euro. Fra un mese, un mese e mezzo contiamo di far partire l’iter». Il progetto del dragaggio intensivo prevede che le sabbie dei fondali, una volta prelevate, vengano collocate dentro dei sacchi e poi posizionati a ridosso del porto. È questo è uno dei problemi principali che ha rallentato le operazioni finora. La speranza degli enti interessati è che cambi la legge sullo smaltimento dei materiali: con la nuova norma, i materiali del dragaggio potrebbero essere trasportati nelle discariche per poi essere usati per il sottofondo stradale.
Nel frattempo, per la marineria pescarese, si preannuncia un’estate di sofferenza fra i soliti problemi del porto e il costo elevato del carburante. «Siamo allo stremo», fa presente amareggiato l’armatore Lucio Di Giovanni, «ci troviamo a dover affrontare difficoltà continue. Il prezzo del gasolio ha superato un euro e venti centesimi, una cifra improponibile per chi deve sostenere anche altri costi». (a.d.f.)