«Ma quella strada creerà il caos»

I residenti scrivono al primo cittadino: impossibile fermarsi per fare shopping
PESCARA. Non si placano le critiche di residenti e commercianti riguardo alla decisione di trasformare viale Marconi a quattro corsie. Ieri uno degli esponenti del comitato cittadino, Franco Fiadone, ha scritto una lettera aperta a Carlo Masci in risposta al suo post su Facebook.
«In viale Marconi, per ovviare ad una situazione indubbiamente caotica, come in tutto il resto della città che basa la sua sopravvivenza, in tema di mobilità, sul parcheggio selvaggio», si legge nella lettera, «la soluzione scelta è quella, a dir poco radicale, di togliere non solo i parcheggi ma la possibilità di fermata trasformando di fatto viale Marconi in una via di fuga dal centro o in una via a scorrimento veloce (quanto sarà veloce poi è tutto da dimostrare) per approdare nella terra di nessuno che attualmente è diventata corso Vittorio Emanuele dopo le amorevoli cure a cui è stato sottoposto dalle amministrazioni precedenti con il particolare accanimento di alcuni esponenti di spicco della sua maggioranza (i nomi sono sempre gli stessi, evidentemente i pescaresi hanno la memoria corta)».
«Senza entrare in ulteriori dettagli dei danni e delle lacune di un progetto megalomane», ha proseguito, «avete deciso di buttare via il bambino insieme all'acqua sporca. Vi sfugge che Pescara, e viale Marconi purtroppo, non è esente da questo dazio, paga l'assenza di una pianificazione urbanistica in cui l'interesse pubblico (tipo i parcheggi ed il verde che non esitate a sacrificare, quel poco che ne rimane, per realizzare rotonde come è successo all'altezza di via Mazzarino e via Tibullo) sia preponderante, per cui si continua nell'unica attività concepibile: costruire, costruire, costruire, anche nei pochi fazzoletti di terra rimasti liberi».
«Abbiamo la certezza», ha sottolineato Fiadone, «che sarà impossibile per i negozi rifornirsi, per i residenti e per gli utenti dei negozi parcheggiare, come per chiunque dovrà operare su viale Marconi. Abbiamo la certezza che le bici eviteranno di passare per viale Marconi per mancanza di spazio e di sicurezza; abbiamo la certezza che il verde rimarrà grigio ed abbandonato a se stesso com'è adesso; abbiamo la certezza che ci saranno ingorghi al minimo impedimento. Abbiamo la certezza che i marciapiedi non sono sufficienti al passaggio contemporaneo di un pedone e di una mamma con il carrozzino».

