«Ma restano regole penalizzanti»

5 Gennaio 2024

Quaresimale è critico verso il ministero e i criteri da rispettare

L’AQUILA. «La nuova geografia scolastica regionale risente delle linee guida indicate dal ministero dell’Istruzione che hanno alzato i parametri numerici per l’autonomia delle scuole e cancellato l’istituto della reggenza delle direzioni portando ad un accorpamento degli uffici amministrativi».
Esordisce così Pietro Quaresimale, assessore regionale all’istruzione che, commentando la delibera di giunta pubblicata ieri, sottolinea con soddisfazione il salvataggio del liceo artistico per il design “Franceso Antonio Grue” di Castelli. «È una scuola di prestigio», afferma, «che mantiene l’autonomia, con il titolo di “indirizzo raro”, perché depositaria della tradizione ceramica castellana che attribuisce lustro all’Abruzzo in tutto il mondo».
Per Quaresimale: «Il nuovo piano di dimensionamento deciso su indicazione delle Province cerca comunque di sintetizzare, per quanto sia possibile, le esigenze e le istanze dei territori. Ed è importante sottolineare che ha ridotto a sette le direzioni accorpate a differenza di quanto ipotizzato dalle simulazioni del Ministero che avevano previsto 11 accorpamenti. Bisogna però rimarcare che non vengono soppresse scuole perché gli interventi riguardano esclusivamente le direzioni e gli uffici amministrativi, per cui i servizi d’istruzione e scolastici sul territorio rimangono inalterati». In sintesi, per l’assessore regionale, il nuovo piano di dimensionamento scolastico, che sarà operativo nell’anno 2024-2025 «si limita a fotografare l’andamento demografico della regione, i cui dati negli ultimi anni fanno registrare non pochi affanni, con evidenti difficoltà nelle aree interne. È una tendenza che purtroppo non si riesce ad invertire», conclude in modo critico, «e in questo quadro ogni anno le Regioni e gli enti locali si ritroveranno a licenziare piani di dimensionamento che anziché incrementare l’offerta formativa media tra le diverse esigenze dei territori comporteranno che gli stessi subiscano una riduzione di servizi. Sono regole non accettabili». (c.s.)
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