Ma sui monti continuano le faide

Distruzioni ambientali e animali avvelenati. Cerretano: più controlli
PERANO. Salutano con favore le modifiche alla legge regionale, ringraziano il consigliere regionale Berardinetti e sperano che quanto prima vengano pubblicati i bandi per sostenere i progetti delle 13 associazioni abruzzesi. Ma serve un impegno serio per la salvaguardia dei tartufi, combattendo l’abusivismo.
È quanto auspica Fabio Cerretano, membro del direttivo dell’Associazione micologica tartufai abruzzesi (Amta) di Perano.
«La lotta alla distruzione delle tartufaie e all’avvelenamento dei cani sono le priorità», sottolinea Cerretano, «la stragrande maggioranza dei tartufai è gente seria che non esce né per distruggere la tartufaie né per avvelenare i cani e che offre la propria collaborazione affinché si possano estirpare il male della zappatura e dei bocconi avvelenati. Ad esempio, sarebbero disposti a restituire una parte del contributo loro spettante se avessero come contropartita almeno due-tre guardie provinciali a disposizione di questo settore 9-10 mesi l’anno In ultimo e non per importanza, sarebbe auspicabile dirottare” le motoseghe in maniera corretta. In alcuni comuni dell’Alto Sangro decine di ettari di tartufaie di bianco pregiato sono state distrutte dal taglio degli alberi e molte se ne stanno distruggendo, come a Castel di Sangro. Il tartufo non è quasi mai visto come una risorsa. Sarebbe il caso di indennizzare gli enti locali, che risparmiano i boschi tartufigeni come in effetti prevederebbe la norma. Evitando al contempo che i Comuni considerino come unica possibilità di tutela la chiusura della libera ricerca ai non residenti».
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