Ma è dura anche per gli italiani: neppure granite e bibite attirano

PESCARA. «Si vende poco e la situazione è peggiorata dallo scorso anno». Gli incassi languono ma Sandro Pergolati, 25 anni, di Cassino, non si perde d'animo. Tira il carretto perché deve «pagarsi gli...
PESCARA. «Si vende poco e la situazione è peggiorata dallo scorso anno». Gli incassi languono ma Sandro Pergolati, 25 anni, di Cassino, non si perde d'animo. Tira il carretto perché deve «pagarsi gli studi di Economia».
Prepara i "puffi", bibite per bambini al gusto di marshmellows, e granite al limone per le signore. Tutto a due euro. Sul banco frigo con tanti coperchi, tiene anche una trombetta per richiamare l'attenzione mentre procede sulla battigia col carrello, ma ogni tanto si diletta con un urletto «coccoooo, coccoobello», tanto lui non si vergogna. Aspira a diventare un dottore in Economia e commercio, poi si vedrà che cosa riserva il futuro. Dei controlli, non ha alcun timore.
Indossa i guanti per preparare le "grattachecche" e mostra orgoglioso le autorizzazioni alla vendita. Alla neomamma Pamela Di Gialleonardo, di Montesilvano, prepara una granita superghiacciata e le rilascia lo scontrino.
Pochi minuti di chiacchiere e arriva l'amico "coccobello" Ernesto Salerno di Napoli, 19 anni, e una energia che sprizza da tutti i pori. «A Napoli, non griderei mai “Coccooo!“, dove la tradizione del cesto resiste ancora. Mi vergognerei, ma qui mi sento libero. E mi diverto».
Che venda il cocco, si evince dal carrello con la scritta "cocco fresco". Inequivocabile. Ma poi apre uno sportello e appaiono, allineate e fragranti, una serie di deliziose ciambelle, assicura il giovane che da grande vuole fare il panettiere come nonno Ernesto, fondatore del panificio in via ex Tribunale a Napoli e papà Carmine che di notte lo aiutava nel duro lavoro. «Trascino questo carrello pesante a mano, ma il mio sogno è portare avanti la tradizione della mia famiglia», annuncia mostrando i tatuaggi col nome dei fratelli gemelli, Gino e Genny (Gennaro). (c.co.)
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