«Ma è il colore del sangue versato»

14 Ottobre 2023

Le reazioni. I genitori: accuse assurde. L’Anpi: mai strumentalizzare la memoria

LANCIANO. «Nessuna ideologizzazione, solo la consapevole conoscenza di fatti lontani ma vivi nella memoria. La memoria è importante e non dovrebbe mai essere falsificata». L'Anpi reagisce così alle esternazioni del circolo locale di Fratelli d'Italia, che ha definito una «rievocazione storica» la celebrazione della rivolta lancianese del 5 e 6 ottobre 1943, valsa a Lanciano la medaglia d'oro al valor militare per il sacrificio dei suoi giovani. Nel mirino sono finiti anche la dirigente scolastica dell'Ic Mario Bosco, Mirella Spinelli, insegnanti e genitori della scuola primaria Eroi Ottobrini per la «parata di bambini inspiegabilmente adornati con fazzoletto rosso al collo», secondo FdI.
«Non possiamo non esprimere tutta la nostra solidarietà alla dirigente scolastica», affermano i presidenti Anpi provinciale, Luigi Borrelli, e locale, Maria Saveria Borrelli, «nessuna “fazione” ha strumentalizzato le celebrazioni. I ragazzi che hanno sfilato col fazzoletto rosso al collo non erano lì per fare folklore ma sono stati preparati dai loro insegnanti sui fatti della rivolta lancianese. A scuola si studia la storia e quella dei Martiri ottobrini è storia. Chi tenta di strumentalizzarla, non ha rispetto per Lanciano e la sua medaglia d'oro. Che merita da parte di chi amministra ben altro atteggiamento».
Sulla vicenda intervengono anche i genitori degli alunni della primaria Eroi Ottobrini. «Illazioni senza fondamento, accuse ingiustificate e false», definiscono le esternazioni di FdI che «allude a una possibile imposizione relativamente alla partecipazione dei nostri figli alla commemorazione: nulla di più falso. Nessuna imposizione, ma partecipazione attiva. Quanto al fazzoletto rosso al collo dei bimbi che ha tanto infastidito Fratelli d’Italia, rassicuriamo gli scriventi», dichiarano ancora i genitori, «ciascun bimbo ha indossato il suo fazzoletto rosso, preso nei cassetti di casa o acquistato a meno di un euro. Ogni famiglia ha agito in autonomia e totale libertà. Quanto al colore rosso, esso è simbolo dei partigiani e del sangue versato, nonché di pensiero critico e di lotta per degli ideali. Ai nostri figli, con la scuola, continueremo ad insegnare i valori democratici, la libertà di pensiero, la solidarietà, l’impegno per l’altro e il rispetto. E questo si fa anche tenendo viva la Memoria storica cittadina».
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