Ma è stangata sugli scuolabus: da ottobre si paga l’8% in più

PESCARA. Dopo le rette degli asili nido, ora aumenta anche il servizio per il trasporto scolastico. Gli uffici del Comune hanno provveduto ad incrementare le tariffe dell’8,1 per cento. Da settembre,...
PESCARA. Dopo le rette degli asili nido, ora aumenta anche il servizio per il trasporto scolastico. Gli uffici del Comune hanno provveduto ad incrementare le tariffe dell’8,1 per cento. Da settembre, dunque, i genitori che utilizzano gli scuolabus per i propri figli pagheranno di più.
La conferma arriva dal provvedimento firmato ieri dal dirigente del settore. Ecco la spiegazione dell’ente, contenuta nel documento. «La giunta comunale, con apposita delibera», si legge, «ha precisato che le tariffe saranno aggiornate annualmente all’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati elaborato dall’Istat con apposito atto dirigenziale». E ancora: «Occorre dunque procedere a revisionare le tariffe per il prossimo anno scolastico 2023/2024, aggiornandole sulla base della variazione di incremento del costo della vita accertato su valutazione Istat media del 2022 pari a più 8,1 per cento al fine di mantenere l’erogazione del servizio a livello generalizzato e di garantire al contempo il livello qualitativo raggiunto negli anni rispettando il prefissato graduale riequilibrio finanziario».
In questo modo la tariffa intera per bambino da corrispondere per l’intero anno scolastico, per le famiglie con redditi Isee superiori a 10.632,93 euro, passa da 202 a 218,40 euro; la tariffa agevolata del 20 per cento per il secondo figlio passa invece da 161,60 a 174,70 euro. Per i redditi Isee da 5.939,26 a 10.632,92 euro, le tariffe aumentano rispettivamente da 142 a 153 euro e da 113,60 a 122,40 euro. Per i redditi Isee da 0,01 a 5.939,25 euro le tariffe salgono da 101 a 109,20 euro e da 80,80 a 87,30 euro. Confermata, infine, l’esenzione per le famiglie con redditi Isee pari a zero.
Critiche per gli aumenti sono arrivate dal Pd. «La giunta Masci si fermi», ha commentato il capogruppo Piero Giampietro, «le famiglie pescaresi non sono un bancomat e colpire così massicciamente la scuola dell’obbligo è profondamente ingiusto e rischia di avere ripercussioni sui ragazzi. Dopo l’aumento delle rette per gli asili nido che costeranno fino a 400 euro all’anno in più per ogni bambino e dopo questa mini stangata sul trasporto scolastico, al quale già oggi molte famiglie sono costrette a rinunciare, la giunta Masci prepara la stangata sul costo dei pasti nelle mense scolastiche». (a.ben.)

