«Maggioranza al capolinea senza numeri e idee»

21 Dicembre 2017

MONTESILVANO. «Amministrazione al capolinea, senza idee e senza numeri». Il Pd si allinea al coro dei no sulla delibera delle nuove case sul mare. «La delibera 281» attacca un documento firmato dal...

MONTESILVANO. «Amministrazione al capolinea, senza idee e senza numeri». Il Pd si allinea al coro dei no sulla delibera delle nuove case sul mare. «La delibera 281» attacca un documento firmato dal segretario cittadino Enzo Cantagallo, con il capogruppo, Feliciano D'Ignazio e Pietro Gabriele, consigliere comunale e provinciale, «così come approvata dalla giunta avrebbe sicuramente meritato una più qualificata discussione della seduta del Consiglio, anche se trattasi di approvazione di piani attuativi».
Per i dem, la materia urbanistica per la sua complessità e per le sue determinazioni radicali che mutano le funzione dei territori ha sempre bisogno di un organo collegiale ampio ed eletto.
«Ma il vero problema» proseguono i dirigenti del Pd, «è di natura puramente politica. Maragno governa la città da quasi quattro anni senza una vera maggioranza, ma attraverso alcuni consiglieri, che eletti nel centrosinistra hanno scelto le poltrone più comode del centrodestra per votare all'occorrenza gli atti proposti dal sindaco. Questa delibera mai avrebbe avuto i numeri in Consiglio comunale per essere approvata. Infatti, già in giunta, il sindaco, capo dell'amministrazione, e Manola Musa, assessore all'Urbanistica e responsabile dell'ufficio che ha prodotto la delibera, non l'hanno votata». Per Cantagallo & C., il significato è chiaro. «C'è chi ha paura, c'è chi non la condivide, chi è contro a prescindere. Non ci sono più né le condizioni né l'interesse comune, non c'è più nemmeno un indirizzo politico e un obbiettivo strategico. Ognuno lavora solo ed esclusivamente per sé stesso». Da qui, le richieste del Pd montesilvanese. «Per la dignità che dovrebbe contraddistinguere ogni persona eletta dal popolo», osserva il gruppo dirigente del partito, «riteniamo sia arrivato il momento di chiedere scusa, dimettersi e riaffidare questa grande e sfortunata città al voto dei cittadini, per la scelta di una nuova e vera maggioranza capace di risollevarne le sorti».
L'area del “curvone” è forse l'ultima disponibile sul territorio cittadino, ed è quella più pregiata e strategica. «Sicuramente» proseguono segretario e consiglieri «avrebbe meritato uno sforzo di idee e progettualità più lungimiranti e innovative. Nel 2004, era in corso di approvazione un progetto che prevedeva in tutto il “curvone” la realizzazione di una sola costruzione di 60 metri di altezza, che sarebbe stata anche il simbolo dell'intera area. Il Comune avrebbe avuto in cambio la realizzazione del teatro da mille posti per un valore di 5 milioni di euro. Avremmo avuto tanto più spazio verde con un contenitore culturale, il primo in Abruzzo per le sue caratteristiche. Sarebbe stata un'altra storia e non un'altra occasione persa per la città». (a.s.)
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