«Mai cominciati i lavori all’istituto agrario»

La sede di Villareia chiusa per infiltrazioni d’acqua. La preside: impossibile garantire i laboratori
CEPAGATTI. I lavori di ristrutturazione della scuola agraria di Villareia di Cepagatti non sono mai partiti. A confermarlo è la consigliere provinciale, Annalisa Palozzo, nelle stesse ore in cui la preside dell'omnicomprensivo di Alanno, Maria Teresa Marsili, sollecita un tavolo tecnico alla Provincia «per fare il punto sugli interventi in corso e sui tempi di riconsegna dell'edificio prima dell'avvio del prossimo anno scolastico».
In realtà, gli interventi non sono mai cominciati a più di tre mesi (metà dicembre) dalla chiusura del complesso scolastico di via Elsa Morante, a causa delle infiltrazioni d'acqua ai solai, e a un mese dal trasloco dei 70 studenti (dei quali 20 disabili) e di 25 docenti dell'istituto professionale Servizi per l'Agricoltura e Sviluppo rurale, dai primi di febbraio ospiti nella sede dell'Agroalimentare, a Cepagatti. Palozzo, che è anche assessora comunale a Cepagatti, sostiene che «i lavori non sono partiti perché non ci sono i finanziamenti per avviarli. Eppure, secondo le ultime stime dei tecnici, occorrono 100mila euro, non più 300 mila, come ventilato dopo i primi sopralluoghi effettuati nell'istituto anche per verificare, qualora fosse stato possibile, un eventuale trasferimento degli studenti nell'ampio convitto di Villareia». Non è stato possibile e quindi la popolazione scolastica, un mese fa , è stata fatta traslocare all'Agroalimentare dove sono operativi anche alcuni uffici regionali. Considerato che la Provincia ha le casse in rosso, Palozzo sollecita aiuti alla Regione: «Li abbiamo richiesti, per ora senza esito».
Nel frattempo, la preside dell'omnicomprensivo sollecita il tavolo tecnico: «Mi è stato promesso settimane fa, perché questo silenzio?» si chiede la dirigente scolastica, che poi elenca una serie di problemi da risolvere con urgenza prima della fine dell'anno e l'avvio del nuovo. «Venti ragazzi del terzo anno», dice, «devono affrontare un esame di qualifica per ottenere le certificazioni di competenza e accedere al quarto anno. È importante, quindi, che possano affrontare al meglio le prove pratiche nelle serre e sui terreni da coltivare che si trovano intorno alla sede di Villareia chiusa per rifacimenti. In questi giorni, gli studenti stanno raggiungendo i terreni della scuola di Villareia per fare lezione, ma sono ore di lavoro e avrebbero necessità di un bagno chimico a disposizione per i loro bisogni fisiologici».
«È impensabile»puntualizza la preside «ricominciare l'anno senza i laboratori di chimica, fisica e informatica e neppure senza una palestra per fare sport. I ragazzi stanno dimostrando una grande capacità di adattamento all' Agroalimentare, cercano di creare meno disagi possibili agli amministrativi della Regione, ma nella nostra istituzione scolastica l'uso dei laboratori e dei terreni non sono un optional. Sono discipline di studio fondamentali, senza le quali questo tipo di scuola non ha senso». Alla dirigente, il consigliere provinciale risponde che il tavolo tecnico «sarà fissato la prossima settimana».
Intanto, il tempo passa. I genitori degli studenti, che nelle settimane scorse hanno protestato e inviato esposti alla magistratura, minacciano di trasferire i figli in altre scuole. La preside fa già i conti con i pochi iscritti alla prima classe, solo 4. E con gli interventi di ristrutturazione ancora in alto mare. La scuola di Villareia potrà riaprire i battenti a settembre? Palozzo si dice fiduciosa: «Abbiamo i mesi estivi davanti, possiamo farcela».
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