Mala scuola, scoppia la protesta in città

8 Marzo 2019

Ancora ferma la ristrutturazione del De Cecco in via Italica, in alto mare gli interventi all’istituto comprensivo 6

PESCARA. Dalle parole ai fatti. Gli appelli alla Provincia per accelerare l’iter della ristrutturazione della scuola di via Italica, non sono bastati.
Per questo oggi, dalle 9 alle 12, gli studenti dell’Alberghiero De Cecco (diretto da Alessandra Di Pietro) previste un migliaio di presenze, scenderanno in piazza, davanti al palazzo provinciale, per manifestare contro il «silenzio irresponsabile della pubblica amministrazione».
Così scrivono le quattro battagliere rappresentanti di istituto, Carmen Servillo, Simona Capitanio, Francesca Fagnani e Naomi Allegro, che nei giorni scorsi, insieme alle famiglie, avevano lanciato appelli educati ma decisi al presidente della Provincia Antonio Zaffiri con l’invito a velocizzare l’iter per sbloccare i fondi, 2 milioni e 300mila euro necessari a riqualificare le pareti e i solai ammuffiti della sede della scuola alberghiera di via Italica chiusa per sicurezza il 30 ottobre, dopo i danni causati dalle piogge di quel periodo.
La conseguenza dei danneggiamenti ai muri, puntellati da reti per fermare il distacco dei calcinacci, è stata il trasferimento, quattro mesi fa, di 366 studenti nella Di Marzio–Michetti di via Arapietra dove sono attualmente ancora ospiti e da dove ogni giorno sono sottoposti a continui trasferimenti da una sede all’altra per seguire le lezioni nei laboratori di cucina. I ragazzi, tramite i rappresentanti scolastici, hanno chiesto all’ente provinciale di avviare lavori tampone per avere la possibilità di rientrare al più presto nella sede di Porta Nuova. Ma il presidente Zaffiri ha gelato ogni loro entusiasmo: per questioni tecniche e burocratiche, non potrà accadere prima di un anno.
Per sollecitare la ripresa dei lavori, nei giorni scorsi, sono intervenuti sull’argomento anche il sindaco Marco Alessandrini e Berardino Fiorilli di Azione Politica che ha promesso di sottoporre la questione al governatore Marco Marsilio.
Dalla fine di febbraio, però, nulla si è mosso. I ragazzi sono infuriati: «La nostra scuola, la comunità pretende la giusta attenzione e il giusto rispetto dalla Provincia. Le nostre esigenze formative», fanno sapere in una nota, «non possono essere pregiudicate dal silenzio irresponsabile della pubblica amministrazione che ha l’obbligo di rispondere a studenti e genitori. La sede di via Italica va riaperta in tempi brevi e con un intervento di urgenza va successivamente ristrutturata con i fondi già deliberati da agosto». E concludono: «I disagi non sono più accettabili».