Malati gravi, l’ospedale arriva a casa

Nuovo servizio della Terapia del dolore con cure palliative a domicilio, 17 infermieri e 15 medici anestesisti a disposizione
PESCARA. È più sopportabile il dolore della malattia oncologica e degenerativa, lenito tra le mura in casa, in famiglia, con l’assistenza telefonica giornaliera e turni settimanali, di medici anestesisti e infermieri.
A questo scopo si estende la rete delle cure palliative domiciliari presentata ieri, in direzione generale, da Tullio Spina, primario dell’unità operativa complessa di Rianimazione, anestesiologia e terapia del dolore che ha in carico l'hospice “Le Bouganville” aperto quattro anni fa in via Paolini, all'interno del complesso ospedaliero.
Una struttura residenziale all'avanguardia, guidata dal responsabile medico Marisa Diodati presente all'incontro, e nata per le esigenze di pazienti che attraversano i momenti più difficili della vita: con una malattia non più guaribile, ma controllata farmacologicamente, e con la possibilità di avere accanto i familiari anche durante le ore notturne.
«Oggi estendiamo il progetto delle cure palliative», spiega Tullio Spina, «che in parte già avveniva da tempo, e inauguriamo un hospice a domicilio con la possibilità, per i pazienti con patologie gravi come le malattie neoplastiche o croniche degenerative (ad esempio la sclerosi), di essere assistiti a casa da 17 infermieri e 15 medici anestesisti ( 3 dell’hospice e 12 operanti negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli) che opereranno al di fuori della turnistica ospedaliera e che aiuteranno i malati con un programma terapeutico che comprende l'assunzione di farmaci per contrastare il dolore, trattamenti respiratori e consulenze di tipo nutrizionale».
«I pazienti futuri che entreranno nella rete, segnalati da specialisti di medicina generale e oncologi, o anche dai palliativisti dell'hospice e dai reparti ospedalieri», prosegue il primario, «saranno inseriti e seguiti giornalmente anche per telefono, o assistiti a domicilio con turni settimanali per modificare la terapia, variare gli aspetti nutrizionali delle cure palliative. La mattina si esegue la programmazione degli interventi da fare, e nel pomeriggio ci sono le visite nelle abitazioni dei pazienti affetti da patologie difficilmente guaribili. Ma il nostro intento è preservare la dignità della vita e rendere più sereni i momenti più critici».
Attualmente sono dieci i pazienti dell’hospice (seguiti da sette infermieri, otto operatori socio sanitari, una caposala, un fisioterapista e una psicologa) diretto da Marisa Diodati che si occuperà dell’organizzazione della rete delle cure palliative a domicilio. La stessa che precisa che «nel trattamento domiciliare è prevista la fisioterapia e, prossimamente, anche la consulenza psicologica».
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