Malato e sfrattato Appello per una casa

È malato gravemente e chiede all’Ater una casa popolare. Nicola Ritrovato, 65 anni, pescarese, ha dormito, mangiato e vissuto dentro un vecchio furgone per cinque anni. Poi, dal marzo scorso e fino a...
È malato gravemente e chiede all’Ater una casa popolare. Nicola Ritrovato, 65 anni, pescarese, ha dormito, mangiato e vissuto dentro un vecchio furgone per cinque anni.
Poi, dal marzo scorso e fino a qualche giorno fa, ha occupato abusivamente un alloggio al civico 88/6 in via Rigopiano, vicino all’ospedale. Con gli sfratti dei giorni addietro, è stato cacciato di casa ed è stato costretto a vivere in un albergo di Montesilvano. «Ma con 300 euro di pensione non ce la faccio a pagarmi le spese», dice il pensionato che cammina aiutandosi con due bastoni e che nel passato ha pagato i suoi conti con la giustizia, «presto dovrò andarmene dall’hotel e mi rimane solo la strada, perché nel frattempo ho perso anche il mio vecchio furgone e ora mi sposto solo in autobus. Non posso guidare, non me lo permette la salute. Sono invalido all’80% e ho una patologia cardiaca a rischio vita. Non ho famiglia. Ho bisogno che l’Ater mi aiuti a trovare un alloggio. Quello abusivo che occupavo, era l’unico rifugio che avevo».
Poi, dal marzo scorso e fino a qualche giorno fa, ha occupato abusivamente un alloggio al civico 88/6 in via Rigopiano, vicino all’ospedale. Con gli sfratti dei giorni addietro, è stato cacciato di casa ed è stato costretto a vivere in un albergo di Montesilvano. «Ma con 300 euro di pensione non ce la faccio a pagarmi le spese», dice il pensionato che cammina aiutandosi con due bastoni e che nel passato ha pagato i suoi conti con la giustizia, «presto dovrò andarmene dall’hotel e mi rimane solo la strada, perché nel frattempo ho perso anche il mio vecchio furgone e ora mi sposto solo in autobus. Non posso guidare, non me lo permette la salute. Sono invalido all’80% e ho una patologia cardiaca a rischio vita. Non ho famiglia. Ho bisogno che l’Ater mi aiuti a trovare un alloggio. Quello abusivo che occupavo, era l’unico rifugio che avevo».

