Mamma si presenta con la figlia di 4 mesi

3 Novembre 2015

Psicologa con il passeggino tra i cartelli di protesta: «Siamo qui per gridare la nostra sofferenza»

PESCARA. Ieri mattina, sotto la sede della Regione, in viale Bovio a Pescara, c’era anche un passeggino rosso circondato dai cartelli di protesta: dentro, una bambina di appena 4 mesi. Anziché «ninna nanna, ninna oh», ascoltava cori così: «Vergogna vergogna, vogliamo i nostri soldi. I debiti degli altri non li paghiamo». La sua mamma è una psicologa dell’azienda speciale Maiella e Morrone e, invece di restare a casa, si è presentata anche lei sotto la Regione per protestare e ricordare ai politici che i 65 dipendenti che assicurano i servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara non prendono lo stipendio da 11 mesi. Se quella della Maiella e Morrone è una protesta fatta dalle donne, da i ieri lo è ancora di più.

«La mia è una presenza simbolica», dice lei che lavora alla Maiella e Morrone da oltre 10 anni, «è importante gridare la propria sofferenza e non restare in silenzio. Essere qui è un modo per dire che i servizi sociali sono rivolti alle persone. Se ci fosse l’interruzione dei servizi sociali, le famiglie si ritroverebbero senza assistenza e ne pagherebbero le conseguenze».

Le dipendenti cantano e fischiano. La mamma si defila per un istante e prende in braccio la sua bambina che si è svegliata. E continua a raccontare: «Ho gli stessi stati d’animo dei miei colleghi. Rabbia, delusione e tristezza». Lei è più “fortunata” degli altri: ha preso gli stipendi della maternità ma solo grazie a una domanda fatta direttamente all’Inps. Se avesse aspettato la Maiella e Morrone, finora, non avrebbe preso un euro. Ma con una figlia così piccola tra le braccia, come si immagina il futuro? «Il futuro, noi, non lo immaginiamo nemmeno: per noi, è un punto interrogativo. Pensiamo al presente, al qui e ora: vogliamo fare il nostro lavoro con dignità, devono pagarci». (p.l.)

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