Mammuth e l’ex municipio, spazi per eventi

2 Aprile 2015

L’associazione spoltorese PiùAbruzzo propone al Comune un progetto di recupero urbanistico

SPOLTORE. Un museo d’arte immateriale nel Mammuth, l’edificio più brutto della storia di Spoltore, che giace in disuso da decenni, o nell’antico ex municipio di via delle Rose, in centro storico, anch’esso murato e dismesso da diversi lustri.

L’idea di realizzare un museo in uni dei due edifici da recuperare è stata presentata al Comune dell’associazione PiùAbruzzo, che da alcune settimane pubblica la testata locale on line Spoltore notizie. Il progetto porterebbe alla creazione a Spoltore capoluogo del primo museo di arte immateriale in Abruzzo, dove le opere dei grandi maestri dell’arte mondiale, impossibile per ovvie ragioni far arrivare sul posto, verrebbero proiettate attraverso le più moderne tecnologie.

L’iniziativa trae spunto dai piani di recupero delle aree urbane e degli edifici dismessi, anche complessi industriali, riadattati per manifestazioni artistiche e culturali, come recentemente a Milano, dove la Fabbrica del Vapore, ex opificio trasformato in luogo per eventi, ha ospitato una «mostra immateriale» del genio dell’impressionismo Vincent Van Gogh, con centinaia di capolavori del maestro riprodotti sulle pareti e per terra, in alcuni momenti anche animati.

Per il museo spoltorese, PiùAbruzzo ha proposto al Comune di recuperare uno spazio in abbandono nel centro storico. Nella città vecchia, la scelta non poteva che cadere sui due edifici comunali abbandonati e più tristemente noti appunto per il loro stato di degrado: l’ex municipio, chiuso da anni e anni, difficile anche ricordare in che anno sia stato murato, ma soprattutto c’è il Mammuth, il mostro tutto cemento, costruito negli anni ’70 per realizzare il mercato coperto, ma dove di bancarelle non se ne sono mai viste. Tranne che per qualche congresso, feste o come spazio teatrale per alcune edizioni del festival Spoltore Ensemble, poi dichiarato inagibile dai vigili del fuoco e da allora off limits, il Mammuth non è mai servito a niente.

Nel museo d’arte immateriale sarebbe possibile organizzare eventi, senza i salati costi di gestione di un museo tradizionale. Secondo PiùAbruzzo, si potrebbe finanziare il progetto con fondi europei, mecenatismo e crowdfunding, un finanziamento collettivo.

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