Manager Asl, c’è il rebus aquilano

Il favorito (Romano) sceglie di andare in Calabria. Anche Cordone fuori dai giochi
L’AQUILA. Il 7 luglio prossimo Angelo Cordone compirà 65 anni.
Il manager abruzzese della sanità pubblica, con dieci pagine di curriculum professionale, dovrà così rinunciare alla corsa per la direzione generale della Asl dell’Aquila. Da direttore generale a Melegnano Martesana, in Lombardia, Cordone, già dg a Pescara, è (anzi lo era) tra i cinque papabili, tra i 39 concorrenti complessivi, per un posto al vertice delle aziende sanitarie locali dell’Aquila e Chieti.
Ed era indicato come uno dei due superfavoriti per la Asl del capoluogo di regione. Ma il problema, sorto nelle ultime ore, per la giunta del governatore Marco Marsilio è persino doppio perché anche l’altro superfavorito, il professor Ferdinando Romano, è fuori dai giochi avendo già optato per un posto da direttore generale in Calabria. Romano, ex dg della sanità nella Regione Lazio ed ex docente d’Igiene all’università D’Annunzio, è uno dei vincitori del concorso bandito il 19 novembre in Calabria.
Sfumati questi due nomi, la nomina del vertice della sanità pubblica aquilana riparte da zero. L’argomento sarà affrontato certamente domani dalla giunta regionale di centrodestra che si riunirà nonostante lo spoglio in corso per l’election day.
Per quanto riguarda invece Chieti, la stessa giunta ha già pronto un paracadute nel caso in cui dovesse saltare, all’ultimo momento, la nomina a manager di Francesco Zavattaro. L’alternativa è Franco Caracciolo, da poco nominato alla Asl di Pescara come dirigente di Unità Operativa semplice a valenza dipartimentale, dopo un’esperienza non lunga alla direzione sanitaria del Policlinico Umberto I di Roma.
Ma si sta per aprire anche il fronte-Armando Mancini, manager della Asl di Pescara su cui pende un’interrogazione al governatore firmata dagli azzurri in Regione, Umberto D’Annuntiis e Daniele D’Amario. Mancini, come medico in pensione, non potrebbe più ricoprire l’incarico di direttore generale della Asl pescarese perché la legge Madia glielo permette solo per un anno e a titolo gratuito. Invece il dg, nominato il 29 febbraio del 2016 dalla giunta D’Alfonso, rimarrà in carica fino al il 2021.
Il suo contratto, stando a voci trapelate da ambienti politici regionali del centrodestra, dovrebbe quindi interrompersi in anticipo appena l’Inps risponderà a una precisa richiesta formulata all’ente dalla Regione Abruzzo in merito alla data di pensionamento del medico pescarese. Si tratta di una questione di pochi giorni. (l.c.)

