«Mancini, manager che aiuta con il cuore»

Mamma di una ex infermiera malata racconta: grazie al direttore abbiamo ottenuto l’assistenza
PESCARA. «Il direttore generale Armando Mancini ci mette il cuore: mi ha ascoltato per un’ora e un quarto nel suo ufficio senza mai dirmi che aveva altro da fare come fanno tanti uomini di potere e senza pensare alle personalità che erano fuori, in attesa di parlare con lui. Poi alla fine, con garbo, mi ha detto: “Per Manuela faremo tutto quello che è possibile e necessario perché è un suo diritto”. Grazie a Mancini, Manuela ha ottenuto un aumento di ore dell’assistenza domiciliare che le spetta e che prima non aveva avuto». Anna ed Ezio Verna sono i genitori di Manuela, una ex infermiera della Stroke unit dell’ospedale di Pescara. Quattro anni fa, quando aveva 42 anni, Manuela si è ammalata per un problema neurologico e, da allora, lotta ogni giorno. I genitori sono i suoi infermieri 24 ore su 24 e la assistono con l’amore che solo una mamma e un papà riescono a dare. Ma, tra i lacci della burocrazia, quei cavilli insopportabili per le persone che si ritrovano a fronteggiare i drammi inaspettati della vita, la mamma di Manuela si è rivolta a Mancini per uscire dal vicolo cieco delle mancate risposte: «È un medico che fa le cose con il cuore anche adesso che è diventato direttore generale della Asl», racconta Anna, «una persona capace di risolvere i problemi delle persone per senso del dovere, per il rispetto dei diritti dei pazienti e non per raccomandazioni o favori. Alla fine del colloquio mi ha detto: “Per Manuela faremo tutto quello che è possibile e necessario perché è un suo diritto”». Una frase che ha rincuorato i genitori che al manager avevano chiesto niente di più che il rispetto dei diritti. «Mancini mi ha affidato a Stefano Boccabella e al direttore sanitario Valterio Fortunato che si sono messi a disposizione. Poi, grazie alla prontezza e alla delicatezza della dottoressa Mirella Scimia è stato concesso a Manuela quello di cui ha bisogno. Adesso, alla guida della Asl c’è una persona onesta e valida. Da medico riesce a capire l’umanità che deve governare le cure: a volte anche una parola di conforto ben detta vale tanto. Un plauso mi sento di rivolgerlo anche al presidente della Regione Luciano D’Alfonso che ha scelto l’uomo giusto per guidare la sanità pescarese: Mancini è un direttore generale che farà senz’altro l’interesse delle persone che hanno bisogno. Pescara deve esserne riconoscente e grata».

