Manoppello celebra il cappuccino che fece conoscere il Volto Santo

22 Settembre 2019

Oggi messa e incontro per raccogliere documenti e testimonianze sulla vita di frate Domenico da Cese Definito il Padre Pio d’Abruzzo, morì investito da un’auto a Torino dopo una visita alla Sacra Sindone

MANOPPELLO . La vita del frate cappuccino padre Domenico da Cese (al secolo Emidio Petracca), nato a Cese di Avezzano (27 marzo 1905) è tanto straordinaria, quanto incredibile, per come non sia conosciuta come meriterebbe. Basta dire che padre Pio ripeteva: «Perché venite da me, quando voi in Abruzzo avete padre Domenico?». Quel padre Domenico che, bambino di 10 anni, ebbe la sua prima visione di uno uomo con barba e capelli lunghi, che qualche giorno prima lo avvertì di quanto sarebbe accaduto, che lui raccontò senza essere creduto, e che lo salvò, quando rimase sotto le macerie prodotte dal terremoto di Avezzano il 14 gennaio del 1915, e che riconobbe essere la Sacra Icona di Manoppello 50 anni dopo (1964), quando fu trasferito in servizio in quel santuario.
Quel padre Domenico che godeva del fenomeno della bilocazione e che era presente al funerale di padre Pio (conosciuto nel 1940), quando era contemporaneamente presente nella chiesa del Volto Santo, dove in altre occasioni in precedenza fu visto in bilocazione lo stesso padre Pio.
Come ogni domenica successiva al 17 settembre, data della morte avvenuta a Torino nel 1978, investito da un'auto all'uscita del museo, dove aveva visitato l'esposizione della Sacra Sindone, nella chiesa del Volto Santo si commemora padre Domenico con una messa (17,30) presieduta da padre Nicola Galasso, ministro provinciale dei Cappuccini d'Abruzzo, preceduta da un incontro nella sala San Damiano finalizzato a raccogliere documenti e testimonianze sulla figura del frate. Del resto, lo stesso padre Domenico, definito il "Padre Pio d'Abruzzo", aveva raccomandato di non diffondere notizie sul suo operato e sui tanti fatti straordinari che accadevano intorno a lui se non dopo la sua morte. Da padre Domenico si origina la diffusione della conoscenza del Volto Santo. La spinta si ebbe a Pescara nel settembre 1977 quando al Congresso eucaristico nazionale, al quale intervenne papa Paolo VI, fra le pubblicazioni e mostre il Volto Santo fu ignorato, e lui rispose organizzando «una mostra fotografica in un locale nei pressi del mercato coperto». L'evento e un articolo di Renzo Allegri, biografo di padre Pio, l'anno dopo su Gente, allargarono la devozione del Volto Santo di cui venne a conoscenza anche suor Blandina, la suora trappista tedesca che poi scelse di vivere a Manoppello. A oggi è in itinere la causa di beatificazione (avviata nel 2015) di padre Domenico. Con padre Vincenzo D'Elpidio amico e sostenitore della causa, oggi all'incontro saranno presenti il rettore della Basilica del Volto Santo, padre Carmine Cucinelli, padre Eugenio Di Gianberardino, vice postulatore, e suor Petra-Maria Steiner, autrice di una biografia di padre Domenico.