Manoppello, il Comune perde il ricorso contro un legale
MANOPPELLO . Nell’ultimo consiglio comunale di fine anno, con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, si è posto fine anche a un procedimento giudiziario durato alcuni anni e che ha visto...
MANOPPELLO . Nell’ultimo consiglio comunale di fine anno, con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, si è posto fine anche a un procedimento giudiziario durato alcuni anni e che ha visto soccombere l’amministrazione manoppellese nei confronti dell’avvocato Marco Verì, che reclamava il pagamento della sua parcella per una prestazione professionale attinente a un ricorso di un privato che aveva fatto valere il suo diritto di prelazione all’acquisto, da parte del Comune di Manoppello, di un terreno nel territorio di Rosciano, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Al professionista è stato finalmente riconosciuto un saldo di circa 32mila euro che si sommano ai circa 18mila e mezzo percepiti in precedenza e ai quali, con l’aggiunta delle spese legali, portano l’esborso del Comune manoppellese a oltre 50mila euro. «Una somma che mai si sarebbe dovuta pagare», spiega la consigliera di minoranza Barbara Toppi, «se l’amministrazione diretta dal sindaco Giorgio De Luca non avesse intentato di resistere alla richiesta, del tutto legittima, del legale che inizialmente consisteva in circa 17mila 800 euro, somma che la giunta dell’ex sindaco Gennaro Matarazzo gli aveva pienamente riconosciuto e accordato». Era maggio 2016. Subentrata l’amministrazione De Luca, il nuovo direttorio comunale «non dette seguito all’accordo e, dopo mesi di inerzia, revocò l’atto sottoscritto dalla precedente Giunta, nella parte in cui riconosceva il compenso all’avvocato, sostenendo che l’importo fosse eccessivo», nota la Toppi. Ci fu il ricorso del legale e nel frattempo l’importo lievitò a oltre 28mila euro: seguì l’opposizione del Comune che perse il ricorso e i tempi trascorsi fecero crescere l’importo a circa 33mila 800 euro, richiesta concessa dal giudice delle esecuzioni. Nel 2019, fu quindi pagata all’avvocato una prima tranche di circa 18.500 euro restando fuori la somma di oltre 15mila euro. Debito rimasto ancora non pagato e che nel tempo è di nuovo aumentato fino a raggiungere i circa 32mila euro. «In totale, l’onere del Comune ammonta ora a oltre 50mila euro», rimarca la Toppi, «Una somma davvero esorbitante che sarebbe potuta restare nelle casse comunali se non ci si fosse intestarditi a resistere alle legittime e, tra l’altro non esose, richieste dell’avvocato Verì».

