Manoppello, le nuove tariffeTari

Maggioranza bocciata, in Consiglio comunale passa la proposta dell’opposizione
MANOPPELLO. Guerra delle tariffe Tari in Consiglio comunale. Passa però la proposta formulata dai consiglieri di opposizione (Barbara Toppi, Fabio Argirò, Giorgio De Luca, Lucio Di Bartolomeo e Roberto Di Renzo).
La maggioranza aveva portato una nuova proposta elaborata dagli uffici, su richiesta del sindaco Gennaro Matarazzo, in sostituzione della precedente rimasta in sospeso nello scorso Consiglio. «Tariffe tutt’altro che eque», dicono i consiglieri di minoranza. «Se da una parte si abbassavano le tariffe per bar e ristoranti, dall’altra si alzavano quelle per negozi (+27,98%), alimentari (+67,04%), uffici e studi professionali (+34,72%), officine e carrozzerie (+36,75), continuando a mantenere tariffe molto basse per attività industriali con capannoni (-65,45%) e banche (-41,09%). Con il poco tempo a disposizione, non siamo riusciti a scongiurare gli aumenti per alcune attività come ristoranti e bar, che avranno un minimo aumento del 5 per cento, nulla a che fare con la follia proposta dalla maggioranza.
Inoltre, quasi tutte le altre attività avranno una lieve riduzione, che sarà coperta con un altrettanto minimo aumento per le grandi attività industriali (+6,91%) e per le banche (+1,45%). Così un ristorante di 400 metri quadrati, che l’anno scorso pagava 1.652 euro, secondo la proposta della maggioranza avrebbe dovuto pagare 3.124 euro. Al contrario, con le tariffe della minoranza avrà un onere di 1.744 euro, con un aumento di 92 euro.
O ancora, un alimentari di 150 metri quadrati, che l’anno scorso aveva in bolletta 405 euro e che avrebbe dovuto pagare, secondo le tariffe proposte dalla maggioranza, 537 euro, avrà una riduzione fino a 298,50 euro, addirittura 106,5 euro in meno rispetto all’anno scorso. «Quanto accaduto a Manoppello ha dell’incredibile», commentano i 5 consiglieri, «le minoranze si sono dovute sostituire alla maggioranza per rimediare alle storture prodotte non dalla legge (la Tari, a differenza della Tares, dà ampi margini di intervento ai Comuni), ma dall’incapacità di un’amministrazione assente. Unico rammarico le utenze domestiche, le cui tariffe sono state votate senza che la maggioranza si rendesse conto degli errori proposti».
A segnalarli è un residente, Luciano Mulinetti: «Chi ha le case più grandi e una famiglia media di 4 persone avrà un aumento rispetto al 2013 di circa il 70% e chi ha le case piccole con metà persone avrà ulteriori detrazioni oltre a quelle che già avevano». (w.te.)
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