Manoppello: «Stop al semaforo illegittimo»

MANOPPELLO. Le consigliere di minoranza del gruppo L'Alternativa Barbara Toppi e Antonella Faraone si sono rivolte al prefetto di Pescara, Gerardina Basilicata, per tentare di porre rimedio a quelle...
MANOPPELLO. Le consigliere di minoranza del gruppo L'Alternativa Barbara Toppi e Antonella Faraone si sono rivolte al prefetto di Pescara, Gerardina Basilicata, per tentare di porre rimedio a quelle che loro affermano essere irregolarità del rilevatore di velocità e passaggio con il rosso, del semaforo dello Scalo. Hanno preso l'iniziativa «dopo tre settimane dall'invito rivolto al sindaco Giorgio De Luca e all'amministrazione», dicono «per trovare soluzioni al problema, senza però aver ricevuto risposta».
Così oggi tornano sul problema del "semaforo killer" che in 6 mesi ha sanzionato 18.738 automobilisti per violazione dell’articolo 142 Cds (superamento del limite di velocità) e 566 per violazione del 146 (passaggio con il rosso) e che invitano a riflette sulla previsione di bilancio del Comune di Manoppello che ha preventivato per il 2018 un introito di un milione e mezzo di euro provenienti dai verbali. «Se si considera che negli anni precedenti i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative» affermano «ammontavano in media a 10 mila euro, se ne deduce che si prevede un aumento degli introiti del 7.500 per cento». Al prefetto le due consigliere hanno spiegato come nella gestione di quell'incrocio ci siano tante irregolarità, alcune delle quali sanabili, come la notevole distanza (16 metri) dal semaforo della striscia orizzontale di arresto sulla carreggiata che non consente a tutti di concludere l'attraversamento dell'incrocio prima che scatti il rosso, e l’altro «gravissimo vizio che inficia i verbali redatti» dicono come «gli autovelox a postazione fissa che non possano essere installati ad una distanza inferiore a 1 chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. E ancora il nulla osta rilasciato dall'ente gestore della strada, l'Anas, relativa solo all’utilizzo dell’apparecchiatura omologata per la rilevazione automatica delle infrazioni di velocità e non anche per il rilevamento del controllo semaforico. Un aspetto questo che potrebbe invalidare le multe per il passaggio col rosso. Le violazioni sono talmente tante e gravi», sottolineano le consigliere «che abbiamo deciso di rivolgersi al Prefetto, per un suo deciso intervento volto a garantire la sicurezza stradale e contenere il tasso di conflittualità, legata ai tantissimi ricorsi che stanno intasando l’ufficio di polizia municipale, quasi completamente paralizzato della gestione dei verbali rilevati».

