«Manoppello, è a rischio il piano sociale»

I consiglieri di minoranza scrivono alla Conferenza dei 22 sindaci dell’Ambito Pescarese numero 17
MANOPPELLO. I gruppi di minoranza L'Alternativa, con Barbara Toppi e Antonella Faraone, e Futuro in Comune, con Silvia Elena Di Donato e Valentina Miniaci, hanno segnalto a 22 amministratori della conferenza dei sindaci dell'ente d'Ambito sociale 17 Montagna Pescarese, per segnalare presunte inadempienze relative alla formazione del gruppo di piano.
Il nuovo piano sociale regionale, infatti, prevede che nel processo di costituzione del programma di zona, la conferenza dei sindaci si avvalga del gruppo di piano a cui sono attribuite responsabilità significative in ordine alla formazione, attuazione e verifica del piano sociale. Il gruppo di piano è composto da rappresentanti politici e da tecnici degli enti locali, come pure da rappresentanti delle istituzioni centrali e locali e da componenti della Asl.
In base alle linee guida della Regione, la rappresentanza del gruppo di piano è prestabilita dalla conferenza dei sindaci che, nella scelta deve cercare di assicurare sia la più ampia rappresentatività del territorio sia la necessaria operatività, evitando di appesantire l'organismo programmatorio.
«In barba a tutto ciò» spiegano le 4 consigliere di opposizione, «Giorgio De Luca, sindaco di Manoppello, Comune capofila del costituendo ente d'Ambito, ha pubblicato un avviso (scadenza 27 gennaio) per acquisire le richieste dei cittadini a far parte del gruppo di piano. Dall'avviso, non si palesano i termini di composizione del gruppo, né i criteri di selezione per la scelta dei rappresentanti. È per questo che abbiamo segnalato l'anomalia ai sindaci della Conferenza. In particolare, abbiamo chiesto se siano stati fissati i termini di composizione del gruppo prima della pubblicazione dell'avviso e quali criteri saranno utilizzati nella selezione delle domande. Qualora non vi sia alcun atto, come si suppone, abbiamo chiesto l'annullamento in autotutela dell'avviso e la riformulazione dello stesso dopo aver stabilito i criteri di selezione».
Si rischia che il mancato rispetto di quanto previsto dalla Regione Abruzzo possa inficiare l'intera procedura di formazione del piano di zona, un lusso che, visti i notevoli ritardi accumulati, l'Ambito sociale non può concedersi.
Walter Teti
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