Mantini: pressioni irrituali, il sindaco sta sbagliando

21 Aprile 2017

«Loro che parlano tanto di legalità stanno andando contro la legalità, perché avrebbero dovuto aspettare l'iter della valutazione senza mettere in piedi una raccolta di firme al solo scopo di fare...

«Loro che parlano tanto di legalità stanno andando contro la legalità, perché avrebbero dovuto aspettare l'iter della valutazione senza mettere in piedi una raccolta di firme al solo scopo di fare pressing sulla soprintendenza di Chieti, che sta valutando se sussistano i presupposti per l'interesse culturale e etno-antropologico del palazzo Sirena». A parlare è il consigliere di opposizione Alessandro Mantini (foto) in merito alla relazione con cui il sindaco chiede di non apporre vincoli. «Luciani dice che tra il 1988 e il 1990 palazzo Sirena è stato frequentato solo da criminali ma questo non è vero e offende l'intera città. Da bambino, io stesso facevo parte del coro e non sono un pregiudicato. Si facevano le sfilate in maschera per Carnevale, mostre fotografiche, allestiti e altre iniziative. Quando una questione è sub-judice devi aspettare la valutazione in atto. Perché raccogliere firme, pubblicare documenti? Vuole forse influire sulla decisione della soprintendenza? Non credo sia ortodosso, tra l’altro il sindaco è un avvocato. Poi il vincolo etno-antropologico può sussistere anche per un singolo cittadino, non è normale fare petizioni. Che cosa vuole dimostrare il sindaco, che è forte? Se lo fosse stato davvero avrebbe dovuto raccogliere diecimila firme, non mille. Fino a oggi sono rimasto in silenzio perché rispetto le prescrizioni del ministero». (l.z.)