«Manutenzione caserme: troppi disagi per i lavoratori»
PESCARA. Incomprensioni, ritorsioni e comportamenti autoritari da parte dei vertici nei confronti del personale civile. È quanto lamentano le sigle sindacali Cgil e Cisl funzione pubblica in favore...
PESCARA. Incomprensioni, ritorsioni e comportamenti autoritari da parte dei vertici nei confronti del personale civile. È quanto lamentano le sigle sindacali Cgil e Cisl funzione pubblica in favore dei dipendenti della sezione staccata autonoma di Pescara (comando forze operative Nord del ministero della Difesa). Si tratta del distaccamento del ministero che si trova in piazza Unione, dove opera personale civile e militare per un totale di 57 persone. La sezione si occupa della manutenzione delle caserme dell'Esercito di Abruzzo, Umbria e Marche. «Da ormai troppo tempo, si riscontra un deterioramento delle relazioni tra il comandante e i lavoratori», si legge nella nota a firma di Enrico Sodano, Fp Cgil Pescara, e Vincenzo Mennucci, Cisl Fp Pescara. Il malcontento va avanti da poco più di un anno, e interessa il rapporto tra il personale civile e il comandante, militare. I sindacalisti parlano di modalità di gestione del personale «particolarmente autoritarie o ritorsive e destano forte preoccupazione fra i dipendenti». A esempio, dice ancora la nota, «si registra l’assunzione di alcuni provvedimenti aventi a oggetto procedimenti disciplinari e valutazioni del personale che, nelle sedi di commissione disciplinare e di conciliazione, si sono poi rivelati infondati. Anche il fermento organizzativo messo in atto attraverso continui conferimenti, revoche e modifiche di incarichi per il personale civile, in attesa di una più volte annunciata “riorganizzazione dell’Ente”, ma in assenza di qualsiasi spiegazione alle parti sindacali, nonostante le formali richieste, rendono di difficile comprensione sia le motivazioni sia l’opportunità dei provvedimenti adottati». I sindacati non escludono di ricorrere al ministro della Difesa Elisabetta Trenta o comunque di intraprendere le vie legali.
Paola Toro

