«Marco? E’ come Barack Obama»

9 Giugno 2014

La gioia dello staff. De Angelis: a New York ho lavorato per il presidente Usa

PESCARA. «Noi ci abbiamo provato a renderlo più compassato, ma poi ci siamo dovuti arrendere di fronte alla sua carica e alla sua energia: alla fine della campagna elettorale posso dire con schiettezza di essere ringiovanito dieci anni». La racconta così Alessandro De Arcangelis, autista di Marco Alessandrini, la sua avventura vissuta fianco a fianco al neosindaco di Pescara. La passione per la sua città, battuta centimetro dopo centimetro negli ultimi tre mesi alla ricerca di consensi, sorrisi e strette di mano, affiora anche nelle parole di Stefano De Angelis, che a soli 27 anni è diventato il suo giovane braccio destro. «Marco è il nuovo Obama», dice senza pensarci un attimo, «vive la politica con emozione ed è l’unico in grado di darci una speranza nelle istituzioni». Il desiderio di cambiamento, troppe volte rincorso da giovani e adulti negli ultimi anni, alimenta un clima di euforia collettivo all’interno del comitato elettorale di via Firenze. A fine serata, a urne chiuse, appare chiaro che l’ottimismo di Alessandrini ha contagiato un po’ tutti. «Ho fatto parte dello staff di Obama a New York durante le presidenziali», racconta De Angelis, che oggi collabora con la cattedra di Sociologia generale all’università d'Annunzio, «negli Stati Uniti si svolge tutto in maniera scientifica, basandosi sui numeri e sulle indagini di mercato. Invece Marco mi ha fatto vedere cosa vuol dire metterci la passione, coinvolgersi a livello emotivo e spendersi in prima persona al servizio degli altri. Molti dicono che sono il suo braccio destro, ma io mi reputo un semplice amico. Ne apprezzo l’umanità e la spontaneità, quel suo modo di mostrarsi mai artefatto. Se non ci fosse stato lui probabilmente sarei ancora all’estero. Sono tornato perché lo considero il nuovo Obama italiano».

«Io nella vita mi occupo di tutt’altro», gli fa eco De Arcangelis, «ma per non perdermi nessun appuntamento ho deciso di prendere un mese di ferie dal lavoro. E’ stato un periodo sfiancante, soprattutto gli ultimi 15 giorni prima del 25 maggio. Ma mi sono divertito tantissimo e mi ritrovo oggi che mi sento dieci anni di meno».

(y.g.)

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