Marcozzi lascia il M5S e va con Di Maio

28 Giugno 2022

Il capogruppo in consiglio regionale spiega l’addio: «Conte ha perso il contatto con la realtà, non c’è spazio per il confronto»

PESCARA. Il capogruppo in consiglio regionale regionale Sara Marcozzi lascia il Movimento 5 Stelle. L'annuncio, ieri, a Pescara in una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche il capogruppo al Senato di Insieme per il Futuro, Primo Di Nicola, e l'onorevole Gianluca Vacca.
«Una scelta sofferta, ma inevitabile», l'ha definita Marcozzi, due volte candidata presidente di Regione Abruzzo per il M5S e capogruppo dimissionario, «maturata non senza un travaglio interiore».
«L'uscita del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha condotto da capo politico il Movimento alla vittoria delle elezioni politiche del 2018, l’uscita di oltre 60 parlamentari, di ex ministri, viceministri e sottosegretari, avrebbero dovuto indurre alla riflessione e all’autocritica. Invece, purtroppo, si è persa l'ennesima occasione per mostrare maturità politica», ha detto Marcozzi, «c'è chi, addirittura, ha stappato bottiglie e festeggiato, dimostrando di aver perso completamente il contatto con la realtà. Lascio il MoVimento 5 Stelle che in Abruzzo ho contribuito a creare e a far crescere per aderire al progetto Insieme per il Futuro di Luigi Di Maio».
Una scelta animata da «molteplici ragioni. Attendevamo tutti una riorganizzazione, maggiore partecipazione e democrazia interna e, invece, il Movimento», ha sottolineato Marcozzi, «si è trasformato nel partito di Giuseppe Conte, dove tutte le nomine sono calate dall’alto e non c’è spazio di confronto e discussione. Attendevamo una maggiore considerazione dei territori e degli amministratori locali, ma abbiamo assistito a una sempre maggiore centralizzazione della gestione del movimento. Tutto ciò non è più tollerabile. Ci metteremo a lavoro da subito, partendo dal territorio e dall'ascolto degli amministratori, raccogliendo i problemi e proponendo soluzioni: le prime reazioni e i primi dati sono molto incoraggianti, lavoreremo nel solo interesse dei cittadini». (m.p.)
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