Mare, in 10 tratti l’acqua è bocciata

14 Aprile 2019

Ecco i 114 punti di prelievi da Martinsicuro fino a San Salvo Domani la Regione dispone i primi divieti balneari del 2019 

PESCARA. Restano 10 i punti rossi che saranno sottoposti a divieto di balneazione. Esattamente come un anno fa. Ma rispetto al 2018, in dodici tratti della costa abruzzese la qualità dell’acqua è migliorata. Il Centro pubblica la mappa della salute del mare che bagna 19 comuni, da Martinsicuro a San Salvo.
La nostra fonte è il Servizio Acque Marine della Regione che ha determinato l’elenco e la classificazione applicando il calcolo sulle quattro annualità, 2015-2018, e individuando le acque in eccellenti, buone, sufficienti e scarse. I punti sottoposti alle analisi sono 114.
In sintesi questa mappa ci dice, in anteprima, come comincerà la stagione balneare che prende il via il primo maggio e termina il 30 settembre. I dati sono pubblicati sui siti del ministero della Salute, dell’Arta Abruzzo e della Regione.
I COLORI. Sulla mappa, accanto a ciascun punto di prelievo, è riportato un colore: blu vuol dire eccellente, verde significa buono, il giallo corrisponde a sufficiente e il rosso a scarso. Come un anno fa, solo in tre dei 19 comuni i punti di prelievo sono tutti blu, si tratta di Fossacesia, Tortoreto e Montesilvano (in quest’ultimo caso però conta il fatto che la foce del fiume Saline viene attribuita a Città Sant’Angelo), mentre Martinsicuro, Alba Adriatica, Pineto, Rocca San Giovanni, Torino Di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo, sono quasi del tutto eccellenti.
CHI PARTE BENE. La mappa che pubblichiamo sarà allegata alla delibera che la giunta regionale approverà domani. Ma già da oggi si può prevedere che la stagione balneare partirà con l’handicap del divieto fi fare bagni nei tratti che hanno terminato la stagione balneare 2018 con un risultato negativo. A stabilire questa regola è la legge. Il passaggio chiave infatti dice: «Per ciascuna acqua di balneazione classificata scarsa vanno adottate misure che hanno effetto a decorrere dalla stagione balneare successiva la classificazione». E ancora: «A conclusione della stagione balneare (in questo caso del 2018, ndr), occorre determinare nel dettaglio le acque idonee balneabili, le acque non adibite a balneazioni e permanentemente vietate, e le acque temporaneamente non balneabili per motivi igienico sanitari». Così è stata definita la tabella riportata in alto dove troviamo, in corrispondenza del color rosso, le zone più nevralgiche di qualità scarsa che, a loro volta, si distinguono in due categorie: quelle che diventano tali perché lo sono state nei quattro anni precedenti che però avranno una prova d’appello, e quelle con acque non balneabili in maniera permanente perché vicine a foci dei fiumi e ai porti. Le prove d’appello consistono nei prelievi che, in modo certosino, l’Arta Abruzzo farà durante l’intera stagione balneare.
IL CONFRONTO. Rispetto al 2018, sono undici i tratti che migliorano. Nel dettaglio: a Martinsicuro la zona antistante lo scarico della ditta Veco è passata da buona a eccellente, e quella a 250 metri a nord del fiume Vibrata da scarsa a sufficiente, così come ad Alba il tratto a 250 metri a sud del Vibrata da buona diventa eccellente. A Silvi, davanti alla foce del Cerrano, l’acqua è passata da un valore sufficiente a buona mentre a Pescara il dato “non classificato” (n.c.), ritenuto il peggiore, davanti a viale Muzii si è trasformato in buono, così come lo stesso valore, davanti a via Galilei, è diventato scarso, comunque meglio di un n.c. Migliora anche l’acqua di Francavilla dove nel tratto di fronte alla foce dell’Alento è passata da buona a eccellente e di davanti a fosso San Lorenzo da n.c. a scarsa. A Ortona si registra l’unico peggioramento, davanti alla foce del Riccio, dove il blu di eccellente è diventato verde. Il confronto si conclude con il tratto a 50 metri a sud di fosso Cintioni, a San Vito, che da scarso diventa sufficiente e la zona a 300 metri a nord del pontile di Vasto balzata da n.c. a eccellente.
A CHI TOCCA. Per quanto riguarda le competenze spetta alla Regione l'onere di aggiornare, anno per anno, l'elenco delle acque di balneazione. Ai Comuni invece è affidato il compito di delimitare, prima della stagione balneare, «le acque non adibite alla balneazione e quindi di apporre la segnaletica appropriata che indichi i divieti». A tal proposito rilanciamo l’appello del Forum H20: «Invitiamo le amministrazioni a non rincorrere il singolo dato positivo pensando invece sul lungo periodo», dicono dall’associazione, «migliorando la classificazione con interventi sui depuratori e a comunicare tempestivamente, con tutti i mezzi a disposizione, le informazioni al pubblico su problemi durante la stagione».