Mare-Monti, doppia perizia sul superteste

17 Aprile 2019

Strada mai realizzata a Penne, Cantagallo non si presenta in aula. Il tribunale si affida allo psichiatra

PESCARA. Il processo così detto Mare-monti, già falcidiato dalla prescrizione, è ancora lontano dalla sua conclusione. Parliamo della vicenda legata alla realizzazione della strada statale 81 di collegamento dell'entroterra vestino con la costa, i cui lavori cominciarono nel 2008 per poi essere bloccati 4 mesi dopo per l'invasione dell'area protetta della riserva naturale del lago di Penne.
TRASPORTO IN AMBULANZA Lontano dall'essere definito soprattutto per l'impossibilità, almeno fino a ieri, di poter ascoltare in aula il superteste dell'accusa: il geometra Giuseppe Cantagallo, che finora è risultato impossibile far presentare in aula. Anche ieri, nonostante che fosse stato disposto dal tribunale l'accompagnamento con i carabinieri, al suo posto è arrivato l'ennesimo certificato medico: «Può essere trasportato soltanto in ambulanza», si legge nel certificato, e visto che attualmente risiede in provincia di Trento, la cosa è piuttosto complicata.
IL RICATTO Cantagallo non è però soltanto il supertestimone nel processo Mare-monti (nel quale, come detto, si è abbattuta la prescrizione per tutti gli imputati a eccezione delle società di Carlo Strassil e del gruppo Toto), ma, per vicende legate sempre a questo processo, è anche imputato per la tentata estorsione all'ex governatore Luciano D'Alfonso, al quale chiese 130mila euro per non andare a testimoniare, incassando però una denuncia e un procedimento penale.
Ma a suo carico ci sono da ieri anche ben due perizie medico-specialistiche: una disposta qualche settimana fa dal gup che sta esaminando la storia della tentata estorsione, l'altra disposta ieri dal collegio del tribunale nel processo mare-monti. E' stato nominato lo stesso consulente, lo psichiatra di Villa Serena Raffaele De Leonardis: dovrà accertare le condizioni di Cantagallo.
Il collegio presieduto da Rossana Villani vuole sapere se «le condizioni di salute di Cantagallo ne impediscono solo la deambulazione o anche la capacità di testimoniare». E qui la contrapposizione tra accusa e difesa è totale. Il pm in aula, Anna Rita Mantini (il processo venne istruito dal collega Gennaro Varone fino alle prime battute del dibattimento), ha chiesto al collegio di acquisire le dichiarazioni di Cantagallo fatte nel corso dell'istruttoria ai carabinieri forestali.
RELAZIONE IL 4 LUGLIO Ma il legale di Toto, l'avvocato Augusto La Morgia, si è opposto in quanto acquisire quelle sommarie informazioni senza poter avere la possibilità di interrogare il teste sarebbe un grave danno per la difesa. Quelle dichiarazioni del geometra Cantagallo, lo ricordiamo, sono fondamentali per l'accusa in quanto è in base a quanto sostenuto dal superteste che venne aperta l'inchiesta, che vennero eseguite diverse misure cautelari e vennero disposti sequestri per diversi milioni di euro. Un terremoto. E quindi ora tutto dipenderà dal responso del consulente che il 6 maggio prossimo riceverà l'incarico ufficiale dal collegio, ma che entro il 4 luglio dovrà depositare al gup la sua relazione, in sostanza sugli stessi quesiti: se cioè Cantagallo è capace di intendere e di seguire il processo e deporre come testimone. Nel processo Mare-monti tutti gli imputati uscirono per intervenuta prescrizione a esclusione di Luciano D'Alfonso e Carlo Toto, che vi rinunciarono e vennero poi assolti nel merito dalla Corte d'appello dell'Aquila.
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