Mare sporco, la protesta in Parlamento

Vacca, Colletti e Del Grosso (M5S) chiedono accertamenti al ministro della Sanità
PESCARA. Il caso del mare sporco di Pescara arriva in Parlamento. Tre deputati del M5S, Gianluca Vacca, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso chiedono al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin di accertare le responsabilità. È l’ultimo capitolo di una vicenda che diventa sempre più incredibile. A partire dal divieto di balneazione fantasma firmato il primo agosto scorso dal sindaco Pd Marco Alessandrini dopo uno sversamento in mare di 30 mila metri cubi di liquami per una rottura della fogna ma mai reso noto; passando al consiglio comunale del 3 settembre scorso dedicato al mare sporco e saltato solo perché l’opposizione di centrodestra si è presentata in aula con magliette con su scritto «Alessandrini dimettiti» e ritenute «offensive» dal centrosinistra; fino al giorno dopo, quando le analisi dell’Arta hanno confermato che il mare è tornato non balneabile, e il Comune è stato costretto a sfrattare i Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia dall’area della Madonnina interdetta al nuoto. Mentre forestale e capitaneria di porto, coordinate dal pm Andrea Papalia, portano avanti un’indagine che, presto, potrebbe portare ai primi avvisi di garanzia.
E adesso i grillini mostrano un’altra crepa: «Nove comuni abruzzesi costieri», spiegano i grillini, «hanno registrato quest’anno almeno un superamento dei limiti degli inquinanti nei tratti di mare antistanti. Le norme prescrivono che, in questi casi, i Comuni debbano comunicare al ministero della Salute i provvedimenti di divieto di balneazione e le ragioni. A Pescara, il comune più grande dei 9, la gestione dell’inquinamento marino è stata del tutto inadeguata. Le giustificazioni del sindaco e della maggioranza sono imbarazzanti e rivelano un quadro desolante nell’amministrazione della città. Poi, resta un quesito al quale l’amministrazione non ha mai risposto: il 21 luglio scorso, in occasione dell’ennesimo superamento dei limiti in via Balilla, è stata emessa l’ordinanza di non balneabilità? Ed è stata comunicata ai cittadini? Sono state prese le misure previste dalla legge?». Sarà il ministro a dire se il Comune ha trasmesso i dati a Roma. «La verità è solo una», dicono i tre deputati, «le responsabilità di questa situazione sono di un’intera classe politica, del centrosinistra attualmente al governo come del centrodestra precedentemente al governo di Regione e Comuni. Le ragioni dello stato comatoso del nostro mare e dei nostri fiumi sono in gran parte responsabilità di chi ha governato negli anni passati. Lo stesso presidente della Regione Luciano D’Alfonso, è stato presidente della Provincia e sindaco di Pescara. La gestione dell’emergenza e la risoluzione dei problemi sono invece responsabilità degli attuali governi, dalla Regione che ha la competenza principale, ai Comuni, sia per responsabilità dirette che come soci dell’Aca».

