Marinucci: salviamo il nostro asilo

14 Settembre 2017

San Giovanni Teatino. Appello del sindaco ai genitori in fuga dal nido comunale

SAN GIOVANNI TEATINO . «Anche se non è più comunale, l’asilo nido di via Ciafarda va salvaguardato». Ai genitori che protestano per l’aumento delle tariffe e per le iscrizioni dimezzate, il sindaco, Luciano Marinucci, risponde con un invito a fare meno polemiche e a sostenere il servizio, che è un patrimonio per la cittadina. Di fatto, è un appello a non abbandonare il nido scegliendo altri asili. In ballo ci sono 19 posti di lavoro, educatrici e altri dipendenti. Il sindaco aveva annunciato che sarebbero stati salvati tutti. Assorbiti dal nuovo gestore, una coop di Pescara, ma solo se il nido si fosse riempito, con un numero di iscrizioni corrispondente a quello della capienza massima: 120 bambini.
Ora che invece la struttura è sul mercato privato, con rette molto più salate di quelle garantite dalla gestione pubblica, negli anni scorsi, tanti genitori hanno preferito rivolgersi a nidi privati oppure si sono organizzati diversamente per accudire i figli da zero a 3 anni durante l’orario di lavoro. Il primo effetto è stato che a fronte di preiscrizioni di 75 bebè, in via Ciafarda, sono solo 41 gli iscritti che al momento frequentano l’asilo.
Insomma, un numero troppo basso rispetto alle previsioni, che difficilmente determinerà il passaggio dal vecchio gestore – la società in house Sgt Multiservizi – al nuovo con tutto il personale attualmente operante nella struttura. Sul fronte occupazionale non ci sono ancora notizie ufficiali e non è ben chiaro quanti addetti dal primo ottobre continueranno a lavorare nel nido di Sambuceto alle dipendenze della cooperativa Arcadia, e per quanti invece si aprirà purtroppo la strada della mobilità. Il nodo sarà sciolto entro il 30 settembre, giorno in cui cesserà la gestione pubblica.
«L’asilo non doveva esserci più, come accade da tempo nella maggior parte dei Comuni» riprende il sindaco. «Con grande impegno, in questi mesi, abbiamo cercato una soluzione possibile che tenesse insieme la struttura, i bisogni dei genitori, la salvaguardia dei posti di lavoro e le incontrovertibili ragioni economiche del Comune. Da qui, la scelta di affidarlo a terzi con determinate garanzie e a tariffe che non si discostano poi molto da quelle proposte dai genitori. Ora è il momento di unirsi, di dare fiducia a questo nido, che è il nostro asilo. Non servono le polemiche. Bisogna fare di tutto per difendere quello che abbiamo».
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