Marito violento mandato via di casa

28 Novembre 2014

Moglie e figlia denunciano alla polizia anni di maltrattamenti: ora l’uomo non può più avvicinarle

PESCARA. Dopo l’ennesima lite e con le due figlie ormai grandi, ha smesso di raccontare bugie su quei lividi che si ritrovava sparsi sul corpo. Si è seduta in questura e, affrontando le sue paure, ha raccontato di anni e anni di maltrattamenti da parte del marito: urla e botte nel chiuso della casa. Una delle figlie ha confermato la versione della madre e ha rivelato che, fin da piccole, anche lei e la sorella sono state costrette a subire le angherie di un padre violento senza alcun motivo. Da ieri, l’uomo, 58 anni, ha dovuto lasciare la casa di famiglia e non potrà più avvicinarsi alla moglie: lo prevede un provvedimento emesso dal giudice Gianluca Sarandrea su richiesta della pm Valentina D’Agostino. La misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie con l’obbligo di abbandonare l’alloggio è stata notificata dagli agenti della squadra mobile guidati dal dirigente Pierfrancesco Muriana: l’uomo è stato costretto a fare le valige e a lasciare la casa. Non è il primo provvedimento antiviolenza di cui è destinatario: il tribunale aveva disposto, già una volta, l’obbligo di non avvicinarsi alla moglie. Adesso, la misura cautelare è stata inasprita e la moglie potrà tornare a casa. Infatti, per non sottostare alla follia del marito, la donna si era rifugiata in un appartamento in affitto. Nelle denunce affidate alla polizia, la donna ha parlato delle liti finite a botte. La donna è stata anche assistita, più volte, al Pronto soccorso ma non aveva mai trovato la forza di dire la verità ai medici: «Lesioni accidentali», questa aveva fatto scrivere sui referti. Si è scoperto, poi, che di accidentale non c’era niente.

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