Marsilio anticipa il governo: l’Abruzzo resta a due colori

«Pescara e Chieti in rosso, L’Aquila e Teramo in arancione». Oggi l’annuncio
PESCARA. «L’indice Rt in questo momento è sceso leggermente, passando dall’1,22 della scorsa settimana all’1,17. Per questo ci attendiamo che la Cabina di regia, registrando questo dato, confermi la classificazione dell’Abruzzo in zona arancione». Lo dice il presidente della Regione, Marco Marsilio, alla vigilia del report settimanale della Cabina di regia nazionale che assegnerà le nuove fasce di colore alle regioni.
Secondo le previsioni di Marsilio, il governo oggi dovrebbe confermare l’arancione per l’Abruzzo ma resterà comunque valida l’ordinanza regionale che prevede le zone rosse per Pescara, Chieti e relative province fino al 28 febbraio. La regione, dunque, rimarrebbe bicolore con la fascia arancione che riguarderebbe di fatto solo Teramo, L’Aquila e relative province.
Ma l’attesa resta e il rischio di una zona rossa per tutta la regione non è del tutto scongiurato anche alla luce degli ultimi dati che confermano un peggioramento. Aumentano i ricoveri e il tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva schizza al 37% a fronte di una soglia di allarme del 30%. L’area metropolitana Pescara-Chieti continua ad essere martoriata dalla variante inglese e gli esperti chiedono un lockdown duro, come quello di marzo, nelle aree più colpite.
L’INDICE RT. Marsilio resta ottimista e attende fiducioso l’esito del monitoraggio settimanale. «L’anticipazione del report ci dice che l’indice Rt, quello che calcola la contagiosità del virus e la sua trasmissione ai cittadini, in questo momento è sceso, seppur leggermente», afferma il presidente della Regione. «Siamo a 1,17 con un forchetta minima di 1,11 e una massima di 1,23. Anche il limite massimo non supera il livello di 1,25 che comporterebbe il passaggio in zona rossa. Per questo attendiamo fiduciosi che la Cabina di regia confermi l’Abruzzo in arancione».
CHIETI-PESCARA ROSSE. Qualunque sia l’esito del monitoraggio, non cambierà il colore nell’area Pescara-Chieti che resterà zona rossa. «Rimane valida, ovviamente, anche la mia ordinanza presidenziale che fino al 28 febbraio proroga in rosso le province di Chieti e Pescara che sono particolarmente colpite dalla variante inglese e stanno subendo una forte accelerazione dei casi e dei ricoveri soprattutto in terapia intensiva», ricorda Marsilio. «Abbiamo superato la soglia di allarme del 30% di posti letto di terapia intensiva occupati da malati Covid. Non bisogna abbassare la guardia, nonostante le misure restrittive adottate prima nei comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria e poi nelle intere province di Chieti e Pescara abbiano avuto l’effetto di contenere la diffusione del contagio».
L’APPELLO. Marsilio, così, lancia un appello agli abruzzesi a non sottovalutare il virus e ad avere comportamenti responsabili. «Continuate a rispettare rigorosamente le regole perché questa variante è molto più contagiosa e non è presente soltanto nelle province di Chieti e Pescara, ma su tutto il territorio nazionale», avverte il governatore. «In Abruzzo, in particolare, non è diffusa solo a Chieti e Pescara. L’Istituto Zooprofilattico di Teramo ci ha informato di aver isolato tre casi di variante brasiliana all’Aquila, un’altra mutazione pericolosa del virus che ha già messo in ginocchio l’Umbria e la provincia di Perugia».
GLI SCREENING. L’altro appello lanciato ai cittadini è rivolto all’adesione massiccia agli screening di massa organizzati a tappeto in tutti i comuni. «Associando alle misure restrittive una forte campagna di screening», dice il presidente, «riusciremo a vincere questa battaglia. I test di massa servono a passare al setaccio il territorio e ci hanno permesso di individuare precocemente, nelle sole due province di Chieti e Pescara, almeno mille persone positive che erano asintomatiche e che non destavano nessun sospetto perché non erano vicini a casi di positività manifesta».
I VACCINI. Finora in Abruzzo sono state somministrate 53.249 dosi, pari al 73,3% delle 72.630 dosi disponibili. La media italiana è pari all’80,5%. L’Abruzzo si colloca in sedicesima posizione. «Noi vacciniamo utilizzando le dosi che ci vengono consegnate», spiega il governatore, «mettendo da parte, come ci è stato prescritto, una scorta del 30% che serve per mettere in sicurezza il richiamo, cioè la somministrazione della seconda dose a chi ha già ricevuto la prima. Tre giorni fa, il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri mi ha garantito la regolarità nella distribuzione dei vaccini. Alla luce di questo, quindi, ho chiesto alle Asl di incrementare il numero di vaccinazioni e di ridurre le scorte. Finora abbiamo adottato una misura prudente nella gestione dei vaccini che ci ha consentito di non avere mai problemi nel somministrare la seconda dose», conclude Marsilio, che rilancia l’idea dello sviluppo del vaccino italiano «perché penso che sia necessario garantirsi l’autosufficienza e la produzione domestica».

