Marsilio: il centrodestra cresce ancora

12 Giugno 2024

L’analisi delle comunali e delle europee, il governatore attacca i rivali: il campo largo? Un carrozzone senza credibilità

L’AQUILA. Il capo largo del centrosinistra? «È un carrozzone senza alcuna credibilità e senza una linea politica propositiva». Le parole del presidente Marco Marsilio, dopo il voto in Abruzzo per le comunali e le europee, sono un fendente politico sferrato con la scimitarra. Il governatore di Fratelli d’Italia, nell’intervista al Centro, fa la sua analisi del dopo elezioni che hanno visto il partito di Giorgia Meloni trainare la coalizione di centrodestra a dominare nei tre grandi centri, Pescara, Montesilvano e Giulianova. E a invertire le posizioni nel collegio sud delle Europee, dove ha vinto il Pd. Che però in Abruzzo è arrivato secondo.
Ma perché l'Abruzzo non ha eletto europarlamentari?
Che l'Abruzzo non abbia eletto europarlamentari purtroppo non è una novità. L'Abruzzo è una regione troppo piccola per competere contro giganti come Puglia, Campania e anche la stessa Calabria. Come è noto nella politica italiana il numero di preferenze espresse è proporzionalmente legato alla latitudine meridionale del territorio, anche la Calabria quindi ha una tradizione di maggiore compattezza. Bisognerebbe forse ripensare la dimensione e l'organizzazione dei collegi elettorali per le elezioni europee al fine di rendere il confronto più equo ed omogeneo.
Il voto in Abruzzo è in controtendenza con il sud: i motivi.
Non sono nessuno per giudicare il risultato delle altre regioni del sud che comunque, da dirigente politico, registro con preoccupazione. Un risultato anomalo anche perché storicamente il bacino elettorale della Destra italiana era molto più solido al sud che al nord. Questa tradizione si conserva ormai nell'Italia centrale, di cui l'Abruzzo fa parte. Esprimo comunque l'orgoglio e la soddisfazione di aver portato l'Abruzzo ad essere la terza regione in Italia, come dato percentuale, di Fratelli d'Italia e questo non è un semplice episodio, perché anche nelle precedenti elezioni politiche, e in quelle precedenti ancora, tradizionalmente l'Abruzzo ha sempre dato forti soddisfazioni e non a caso anche il partito a livello nazionale in questi anni ha investito molto sull'Abruzzo. E che l’Abruzzo sia una regione in crescita lo afferma l’Istat che proprio ieri ha fotografato lo stato di ottima salute di una regione in continua crescita, pronta a fare la sua parte nel processo di sviluppo del Paese. La pubblicazione da parte dell’Istat dei dati sull’export del primo trimestre 2024 posiziona l’Abruzzo come terza regione in Italia per crescita percentuale, con il 12,4%, dietro alla Calabria e al Molise. Un segnale chiaro che le politiche di sviluppo sulla media e grande impresa, che abbiamo messo in campo negli ultimi dodici mesi stanno dando i frutti sperati. In questo senso il percorso disegnato con la programmazione europea guarda sempre con maggiore attenzione a settori produttivi che sono in grado di stimolare la crescita economica della regione.
Parliamo di amministrative. Come ne esce il centrodestra?
Il centrodestra ne esce magnificamente. Non potevamo chiedere di più a questa tornata delle elezioni amministrative. In tutti i principali centri, dove il confronto ha avuto un rilevante tasso politico per la dimensione o l'importanza della città, il centrodestra ne è uscito vittorioso con largo margine. A cominciare dalle tre grandi città chiamate al voto e dove i sindaci uscenti vincono al primo turno, con risultati anche clamorosi dal punto di vista della dimensione. Montesilvano e Giulianova hanno raggiunto un traguardo strepitoso; a Pescara è la prima volta che accade che un sindaco uscente venga riconfermato al primo turno.
Quali sono secondo lei i motivi delle vittorie nei grandi centri?
La chiarezza e il coraggio dei sindaci nell'affrontare le grandi questioni delle città e di non spaventarsi di fronte agli strilli degli immancabili sostenitori dei cartelli del “no”. Non hanno avuto paura delle polemiche, e hanno avuto il coraggio di fare scelte portate avanti con determinazione, sapendo spiegarle alle città. E i cittadini hanno capito che questa è la strada giusta alla quale bisogna continuare a dare fiducia.
E quanto conta la compattezza del centrodestra?
La compattezza del centrodestra conta molto. È stato decisivo che questa compattezza sia emersa con mesi di anticipo quando si è scelto di dare continuità e quindi di riconfermare i sindaci uscenti. Loro hanno saputo presentarsi a ranghi compatti agli elettori, anche superando qualche diversità di vedute dell'ultimo momento, sapendo riaffermare il principio supremo dell'unità e della compattezza.
Un'ultima domanda: teme la riesumazione del campo largo nel centrosinistra?
Più che temerla la auspicherei, perché ha portato bene all'Abruzzo e all'Italia intera. Non a caso la vittoria del centrodestra alle regionali in Abruzzo ha di fatto cambiato la narrazione e disintegrato il centrosinistra. Basilicata e Piemonte ne hanno beneficiato e anche il governo nazionale ne ha tratto giovamento. D'altronde pure Pescara, tolta l'avventura personale di Pettinari e una microscopica defezione dell'ultimo minuto di Italia Viva, era stata una riedizione del campo largo. Come in tutte le occasioni hanno mostrato i loro limiti, di cui cittadini si sono accorti. Il cosiddetto campo largo è un carrozzone senza alcuna credibilità e senza una linea politica propositiva. Contestare e dire “no” quando si sta all'opposizione è troppo facile: se la sinistra vuole tornare ad essere competitiva e attrattiva deve definire una cultura e una linea politica, più che preoccuparsi di mettere insieme tutto e il contrario di tutto per opportunità elettorali.
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