Marsilio non risponde alla sfida di D’Amico

6 Agosto 2024

Il governatore sceglie il silenzio sulla “Legge mancia” e lo scontro dentro FdI E l’opposizione rilancia sui 22 milioni distribuiti a pioggia dal centrodestra

L’AQUILA. Il silenzio è d’oro per Marco Marsilio che decide di ignorare la sfida che gli ha lanciato Luciano D’Amico sulla Legge mancia e di non inguaiarsi nelle diatribe che ha dentro casa.
E dietro un laconico «il presidente oggi è molto impegnato» del suo portavoce si cela una precisa strategia politica del governatore per il Consiglio regionale di oggi, l’ultimo prima della pausa estiva. Quella di non scendere nell’arena in cui l’ha invitato il suo avversario del Patto per l’Abruzzo che, appoggiato dall’intera colazione, o quasi, depositerà l’emendamento per abrogare la manovra d’aula approvata dal centrodestra prima del voto di marzo.
Marsilio resterà a guardare. Non ha risposto ieri né lo farà oggi, perché sa di vincere facile, portando a casa tutto ciò che c’è da approvare, e anche qualcosa in più. La legge che l’opposizione ha ribattezza in modo spregiativo “mancia”, resterà intatta. I 22 milioni, per i quali D’Amico e la sua coalizione invocano alternative e soprattutto bandi pubblici, rimarranno destinati a 2.300 beneficiari, tra cui scuole di ballo, di karate, padel, piscine e attività associative varie, come il Soroptimist. Ma rimane aperta, per il presidente di centrodestra, la spaccatura in casa FdI tra il capogruppo, Massimo Verrecchia, e l’assessore trasaccano, Mario Quaglieri. Con il primo che ha raccolto le firme di quasi tutta la maggioranza per emendare alcuni dei fondi a pioggia (per un cimitero, un museo e, appunto, una piscina) inseriti dal secondo nella legge di assestamento che sarà approvata oggi.
L’opposizione però è certa che Marsilio oggi reagirà. Proverà, per esempio, a fargli perdere la pazienza quando un esponente del Pd attaccherà la maggioranza sull’articolo 15 della legge di assestamento, toccando un nervo ancora scopertissimo, perché destina altri 100mila euro alla Notte dei Serpenti. E poi D’Amico sferrerà il suo attacco, non urlato ma pungente, chiedendo di convertire i milioni della Legge mancia in fondi al trasporto pubblico locale, l’agricoltura, gli enti pubblici e il terzo settore, ma solo con l’utilizzo di bandi pubblici.
«Le risorse pubbliche regionali», afferma D’Amico alla vigilia del Consiglio di fuoco, «sono di tutti i cittadini e non a uso e consumo dei governi di turno, che non possono decidere arbitrariamente, e solo attraverso l’indicazione dei consiglieri regionali, chi avrà un sostegno e chi no. È necessario scardinare questo modus operandi che ha già prodotto numerosi danni a tutti gli abruzzesi», conclude intercettando il placet della Cgil che sul trasporto pubblico ha ingaggiato una battaglia contro la maggioranza di governo regionale per annullare i pesanti aumenti tariffari di biglietti e abbonamenti scattati il 1° luglio. E fa capolino anche Camillo D’Alessandro che, dal fronte dei renziani, propone di destinare la Legge mancia anche per l’emergenza acqua. Marsilio non replica e tira dritto.
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