Marsilio: «Ora temo cortei dei genitori»

29 Novembre 2021

Abruzzo, il governatore parla a Firenze di vaccini ai bimbi, tribunali minori, presidenziali e fondi Ue

PESCARA. Dopo il no sul Green pass, Marco Marsilio torna sul tema pandemia forse puntando a creare un nuovo caso politico in Italia. «Quello che consiglio è prudenza sull'obbligo nei confronti dei bambini dai 5 agli 11 anni. L'impatto emotivo di un obbligo su questa fascia di popolazione nei confronti di famiglie e genitori è molto, molto forte. Credo che tutte le evidenze scientifiche dimostrino che non è strettamente necessario», ha detto ieri il presidente della Regione Abruzzo scegliendo come palcoscenico la Festa dell'Ottimismo de Il Foglio, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, aggiungendo che: «Se si farà l'errore di introdurre l'obbligo, altrimenti i bambini non vanno a scuola, all'asilo o non giocano a pallone, allora ci troveremo davanti non i cortei no vax, ma di molti genitori». Così Marsilio è subito finito tra i servizi del Tg1 della sera. Ma a Firenze, il governatore, presentato come esponente di spicco di FdI, ha parlato anche d’altro. Di tribunali minori abruzzesi: «Ho chiesto al ministro Cartabia di ricevere noi, gli ordini professionali e i sindaci di queste città per cui si minaccia la soppressione definitiva del tribunale, quando peraltro i tribunali accorpanti, cioè L'Aquila e Chieti, non hanno nemmeno lo spazio fisico». Di elezioni presidenziali: «Spero che anche l'Italia divenga un Paese maturo dove il presidente della Repubblica lo scelgono i cittadini, come in Francia». E sul dopo Mattarella: «L'unica condizione che ha posto il mio partito è se esiste un piano B, cioè, se non c'è la condizione per eleggere Berlusconi al Quirinale, dobbiamo scegliere tutti insieme il candidato». Infine sul ritardo dell’Abruzzo nello spendere fondi Europei ha contrattaccato: «Troppo facile mettere le Regioni sul banco degli imputati. Sono mesi che mordiamo il freno, abbiamo pronti i nuovi programmi operativi regionali per fare gli investimenti, abbiamo fatto una lunga concertazione con centinaia di parti sociali, però questi programmi non possiamo presentarli e quindi non cominceremo a spendere se non alla fine del 2022». (l.c.)