Marsilio: «Zona rossa? Forse fuori dal 10»

Il presidente in tv: dipenderà dai dati. Le scuole chiuse? Gli scienziati sono divisi e non ci aiutano
«Siamo stati l'ultima regione a entrare in zona rossa, rischiamo di essere l'ultima a uscirne, più o meno intorno al 10 dicembre. I giorni di anticipo, rispetto alla decisione del Governo, in cui abbiamo iniziato "la cura" stanno già dando dei risultati: se, nei prossimi giorni, dovessero essere confermati, nel confronto costante con il ministro della Salute, Roberto Speranza, faremo le opportune valutazioni». Così il presidente della Regione, Marco Marsilio, intervenendo ieri mattina, in diretta, a SkyTg24. «Stiamo lavorando perché si possa riaprire tutto prima di Natale e perché questo possa avvenire in sicurezza, con dati che dimostrino la compatibilità con la condizione epidemiologica», ha dichiarato Marsilio, «io ho anticipato la zona rossa, non sono tra quelli che possono essere dipinti come i presidenti che si lamentano se cambiano colore o se devono prendere atto di una condizione di difficoltà. Quando abbiamo capito che la pressione sui nostri ospedali aveva superato la soglia di allarme, non ho atteso un provvedimento del Governo, ma ho cominciato ad adottare le misure con 4-5 giorni di anticipo, prima che lo certificasse il ministero, con l'obiettivo di iniziare il prima possibile la cura e mettere la salute al primo posto delle nostre considerazioni. Iniziando prima, speriamo di uscire prima possibile da questa condizione di difficoltà».
Quanto alle scuole, Marsilio ha ribadito che «in questo momento, le seconde e terze medie e gli istituti superiori sono chiusi, con didattica a distanza. Io ho avuto il Comitato tecnico-scientifico regionale che, in aperto contrasto con quello nazionale, mi chiedeva di chiudere le scuole di ogni ordine e grado: non l'ho fatto e non l'ho potuto fare in quanto non avrei potuto dare alle famiglie, colpite da questo provvedimento, i congedi parentali e i bonus baby sitter che sono, invece, previsti nel caso delle ordinanze del ministero per le zone rosse. Sul tema della scuola la scienza non ha aiutato molto la politica perché sono otto mesi che è in piedi questo dibattito», ha affermato Marsilio, «e quando si affronta il tema, si spacca in due come una mela, sempre. Quando, poi, ho preso questa decisione mi sono ritrovato tirato da una parte e dall'altra tra famiglie che invocano la scuola in presenza come diritto inalienabile per gli studenti, anche per il loro benessere psico-fisico, e altri che chiedono di tutelare la salute e di restare a casa tutti il più possibile. Non è facile quando il mondo scientifico non ti aiuta e si divide in un dibattito che a volta sembra surreale perché ci si aspetta sempre che la scienza dia un contributo di oggettività».
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