Masci: «Dormitori nelle case pignorate»

Il sindaco dopo l’appello di don Marco: disponibili 26 alloggi sequestrati ai criminali. L’assessore Di Nisio: aumentare i posti
PESCARA. Le case pignorate ai criminali destinate a ricovero di senzatetto e vagabondi. L’ipotesi è quella di utilizzare 26 abitazioni, donate (in parte) dal Demanio al Comune, sparse in diversi quartieri cittadini, ad uso dormitorio per tentare di arginare l’emergenza sociale di chi scambia gli angoli di strada per camere da letto all’aperto.
Al progetto sta lavorando il sindaco Carlo Masci e la dichiarazione di intenti arriva dopo l’appello sul Centro del direttore della Caritas, don Marco Pagniello, a trovare «nuovi spazi in città dove gli indigenti possano trovare ospitalità notturna senza sottostare a regole troppo rigide» con l’invito alle istituzioni ad «mettersi intorno ad un tavolo per trovare insieme una soluzione».
Rivela, il primo cittadino, che «il Comune ha ricevuto 26 immobili, in parte demaniali, sequestrati alla criminalità. Queste abitazioni, sparse sul territorio cittadino, potrebbero essere utilizzate in situazioni di emergenza. Alcune, quindi, potrebbero essere adibite a dormitori. Troveremo una soluzione adeguata».
Anche in vista dei rigori dell’inverno. Ed è un concetto sottolineato dall’assessore all’Ascolto del disagio sociale Nicoletta Di Nisio intervenuta a sostegno dell’appello di don Marco che incontrerà la prossima settimana: «Non possiamo assolutamente aspettare», afferma in una nota l’amministratore, «dobbiamo, da ora, affrontare la situazione anche in vista del periodo invernale, che già adesso sono preoccupanti, e che diventeranno ancora più gravi con temperature che creeranno ulteriori problemi ad anziani e malati».
All’assessore Di Nisio piacerebbe l’idea di «creare un dormitorio nello spazio del mercatino etnico», ma è solo una ipotesi buttata lì, di cui dovrà «discutere con il sindaco Masci». Il quale, però, sostiene che sul destino del mercatino etnico «stiamo ragionando», ma boccia l’idea di un dormitorio in quello spazio. I bivacchi intorno alla stazione e sull’area di risulta denunciati dal Centro il giorno di Ferragosto hanno riaperto le ferite sull’emergenza sociale di persone che di notte dormono per strada, soprattutto nella zona della stazione in questo periodo di caldo afoso. Attualmente i punti di riferimento per lavarsi e mangiare, degli homeless cittadini, sono la cittadella della Caritas di via Alento, il servizio docce di via Gran Sasso e le realtà collegate a Train de vie, le varie mense della carità come quella di San Francesco. L’assessore Di Nisio che «con il capogruppo Udc Massimiliano Pignoli» sta «proseguendo il lavoro per affrontare i tanti problemi della città», ritiene che «i posti a disposizione nelle strutture non sono sufficienti, bisogna impegnarsi per trovare e allestire altri spazi differenziati come dormitori per le emergenze e abitazioni condivise per chi è all’interno di un percorso per «rientrare» nella comunità». Quindi l’obiettivo è «aumentare le “offerte” di posti dove potersi lavare, curarsi, poter parlare con gli operatori del sociale. Tra loro vi è chi ha perso una casa, chi ha abbandonato volontariamente una famiglia, chi ha problemi di assunzione di sostanze o problematiche mentali». Persone che, come spiega anche il direttore della Caritas, «spesso rifiutano i ricoveri nelle nostre strutture dove ci sono regole ben precise riguardo a orari e igiene» preferendo di gran lunga dormire sotto le stelle creando però nei cittadini una sensazione di disagio e scarso decoro. L’assessore, d’accordo con don Pagniello, sostiene la necessità di «programmare una riunione urgente con le parti interessate e, insieme, trovare soluzioni».
Nei giorni scorsi lo sgombero dei palazzi Clerico in via Tavo, con il sindaco Masci a ispezionare i luoghi del degrado insieme ai vigili del gruppo Giona e i carabinieri. Di Nisio: «Già dopo lo sgombero dei palazzi Clerico e l’allontanamento delle persone che “occupavano” l’area (tornate dopo poche ore, ndr) dichiarammo la necessità di trovare soluzioni per evitare il ripetersi del problema in altri luoghi». Di Nisio, infine, rivela l’intenzione di «verificare a che punto si trovi» il progetto “Housing first”, prima la casa, lanciato nel marzo scorso dall’ex assessore Antonella Allegrino per contrastare i fenomeni di esclusione sociale e di emarginazione, finanziato con 518 mila euro di fondi europei.

