Masci e Costantini ai ferri corti, il video-denuncia diventa virale

7 Febbraio 2026

Il sindaco si rivolge ai suoi elettori, il filmato raccoglie 19mila visualizzazioni: «Accuse troppo pesanti». E il centrosinistra fa quadrato attorno al candidato: «La loro è una gestione illegale, quereli tutti noi»

PESCARA. È sui social che esplode il caso politico del giorno. Un video diventa virale, rimbalza da WhatsApp a Facebook e accende lo scontro tra i candidati. Carlo Masci denuncia per diffamazione l’avversario politico Carlo Costantini e sceglie di spiegare direttamente ai cittadini le sue ragioni con un video di 4 minuti e 28 secondi. Il video parte dai gruppi WhatsApp, viene inoltrato «molte volte», intasa i telefoni e approda infine sul profilo social del sindaco, dove supera le 19mila visualizzazioni in meno di 24 ore. Dall’altra parte, la coalizione di centrosinistra fa quadrato attorno a Costantini e alza il tiro: «Allora Masci deve denunciare tutti».

IL VIDEO VIRALE  Alle spalle una libreria, al muro un crocifisso: è questo lo sfondo scelto da Masci per parlare ai pescaresi. «Questo è un video più lungo del solito, ma assolutamente necessario», avverte subito. Poi l’affondo: «Da giorni continuo a subire accuse infamanti, con una violenza verbale inaudita». Il sindaco elenca quelle che definisce false accuse ripetute ossessivamente su giornali, televisioni e social: dall’agire nell’illegalità alla nomina di presidenti di seggio “di fiducia”, fino all’uso di fondi pubblici per la campagna elettorale. Masci cita anche il paragone, da lui ritenuto gravissimo, «tra Pescara e territori come la Locride o alcune zone della Sicilia, dove la criminalità organizzata controllerebbe il voto». «Si è arrivati a sostenere», dice, «che alle prossime elezioni avrebbero votato solo coloro che avrebbero ricevuto incarichi dal sindaco Masci». Accuse che, secondo il primo cittadino, avrebbero fatto scattare la decisione della querela. «In trent’anni di politica non avevo mai fatto un gesto simile», confessa. «Voglio che un giudice terzo stabilisca se quelle frasi devastanti, che mi feriscono come una pugnalata alle spalle, siano critica politica o calunnia e diffamazione». Masci si dice incredulo per l’atteggiamento dell’avversario e ipotizza che possa essere legato alla «delusione per la pesante sconfitta subita a giugno 2024», ma precisa: «La campagna elettorale non può diventare un attacco personale». Poi la stoccata finale: «Costantini sta dimostrando da solo che non potrà mai essere sindaco di Pescara. Non si amministra con l’odio e il rancore, con il no a prescindere, con le carte bollate. Non si fa politica scomparendo per anni e riapparendo solo al momento delle elezioni».

LE REAZIONI  Il video divide. Oltre 200 i commenti, c’è chi applaude la denuncia: «È il minimo che potevi fare». Altri lodano il tono: «Sei stato chiaro, trasparente, calmo e lucido». Qualcuno esprime solidarietà: «Il ruolo di sindaco è complicato e le aggressioni verbali sono un pessimo segnale. Coraggio, vada avanti». Ma le critiche non mancano. «Parla di responsabilità politiche...e forse non ha tutti i torti. Se si rivota ci sarà un motivo», scrive un utente. «Sembra preferire la denuncia al confronto sui fatti. I fatti, per favore», ribatte un’altra. Il sindaco, però, non risponde.

COSTANTINI REPLICA  Costantini non arretra di un millimetro. «La querela annunciata dal candidato sindaco Masci è un evidente tentativo di spostare sul piano giudiziario una critica politica e istituzionale, arrivando perfino ad attribuirmi parole che non ho mai pronunciato». Parla di intimidazione e rilancia: «Non mi fermerà. Ho detto ciò che andava detto e sono pronto a ripeterlo in qualunque sede. Non ho nulla da ritrattare e nulla di cui scusarmi: ho agito nell’interesse della mia città». Masci aveva aperto alla possibilità di ritirare la querela in caso di scuse, ma Costantini replica: «Colpisce che la querela venga presentata come revocabile. Questo chiarisce la natura dell’iniziativa. Io non chiedo scusa perché non ho offeso nessuno e non ho paura».

CENTROSINISTRA COMPATTO Il centrosinistra rilancia compatto. «Invito il sindaco a denunciare tutti noi, anche il sottoscritto», dice Claudio Mastrangelo, candidato consigliere comunale e dirigente nazionale del Pd, «così in un processo penale potremo approfondire una gestione privatistica ed elettorale della pubblica amministrazione». Duri anche i segretari del circolo Nuova Pescara, Emanuele Castigliego, e regionale, Saverio Gileno: «Speriamo che si plachi la follia di chi vuole sostituire la politica con le carte bollate e che si possa parlare del futuro della città, dei fondi Pnrr spesi in opere ornamentali ma inutili». Chiude Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana: «Caro sindaco, questa è l’ennesima prova che non meriti la carica.I pescaresi meritano di meglio. L’illegalità è nella vostra gestione e nel mancato passo indietro dopo lo scandalo della ripetizione del voto. Sentiamoci tutti chiamati in causa».