Mascia condannato per una consulenza

11 Febbraio 2016

Pescara Città dello Sport, l’ex sindaco dovrà risarcire 15 mila euro: «Farò appello, è stato un successo»

PESCARA. «Sono amareggiato, perché ho operato con coscienza e perché non fa piacere ricevere una censura». È il commento dell’ex sindaco e attuale consigliere comunale di Forza Italia, Luigi Albore Mascia, alla sentenza della Corte dei Conti dell’Aquila, che, in primo grado, a fine gennaio, l’ha condannato a un risarcimento di 15 mila euro (dai 36 mila inizialmente previsti) nei confronti di Comune, Provincia, Coni e Camera di commercio, i 4 enti tra i quali, secondo i magistrati contabili, Albore Mascia avrebbe dovuto scegliere un consulente per l’organizzazione di Pescara città europea dello sport 2012.

Per l’incarico, infatti, Albore Mascia, nella sua veste di presidente del comitato organizzatore, «e non di sindaco», come ieri ha sottolineato, nominò una manager, Barbara Briolini, esterna a quegli enti. Dunque, una «colpa grave», hanno sentenziato i giudici della Corte dei Conti, non aver designato un soggetto interno. Ma per ora, fa sapere Albore Mascia, i 15 mila euro non verranno pagati. «Proporremo appello», annuncia, «e l’appello sospende l’esecutività della sentenza».

La vicenda risale al 2010, con un esposto penale depositato in procura, da parte del consigliere comunale Massimiliano Pignoli, il quale fu poi archiviato. E se per Albore Mascia l’aspetto penale della vicenda si chiuse subito, più tardi s’aprì quello contabile. Una commissione speciale d’indagine del consiglio comunale si occupò della vicenda e terminò il lavoro con una relazione, «la quale però», sottolinea Albore Mascia, «fu bocciata dal consiglio comunale».

Successivamente, la relazione fu spedita dalla commissione consiliare alla Corte dei conti, «che aprì un fascicolo e radicò un processo contabile», continua l’ex sindaco. «Ora abbiamo 60 giorni di tempo», osserva Albore Mascia, «per proporre appello alla sezione centrale della Corte dei Conti, a Roma. E batteremo su due aspetti fondamentali. Per il primo sosterremo l’assenza di “colpa grave”, mentre per il secondo sosterremo che il comitato non aveva natura pubblica, ma privatistica. E poi, casomai, ci sarà la Corte di Cassazione».

Ma ad Albore Mascia preme ricordare anche un altro aspetto: «Pescara arrivò prima come città europea dello Sport», rammenta, «e superò anche Firenze, che aveva come sindaco l’attuale capo del governo italiano, Matteo Renzi, al tempo, secondo il Sole 24 Ore, il sindaco più amato d’Italia. E in occasione della nomina di Pescara, alla cerimonia partecipò l’allora vicesindaco Nardella, ora sindaco della città. La nostra», conclude Albore Mascia, «fu una grande operazione di marketing. Tant’è che furono organizzati 42 eventi sportivi».

Vito de Luca

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