Mascia si autocandida e l’Udc si spacca

Dogali: la scelta del sindaco è da valutare. Ma alcuni consiglieri lo sconfessano: parla a titolo personale

PESCARA. Manca poco meno di un anno alle prossime elezioni comunali e la maggioranza già litiga sul candidato sindaco. Ieri, il capogruppo dell’Udc Vincenzo Dogali è intervenuto, prima con un’intervista al Tg3 e poi con una dichiarazione al Centro, per dare uno stop ad Albore Mascia, che ha annunciato di volersi ricandidare a sindaco nel 2014. Un desiderio, peraltro, già espresso più di un mese fa dal sindaco in un’intervista al Centro. «La sua è un’autocandidatura che deve essere valutata dall’intera coalizione», ha affermato Dogali, «si sente in città una voglia di cambiamento e l’Udc dovrà valutare uomini e programmi, sia del centrodestra, che del centrosinistra». E poi ha aggiunto: «La nostra esperienza nella maggioranza si concluderà alla fine di questa consiliatura, poi dovremo valutare uomini e programmi». Il capogruppo, tuttavia, ha lasciato intendere di non vedere di buon occhio un Mascia bis. Del resto, i contrasti tra Udc e resto della maggioranza, in particolare sul progetto di pedonalizzazione di corso Vittorio, non sono stati ancora superati. Per questo motivo, i centristi hanno deciso di non far partecipare i loro assessori alle sedute di giunta.

Ma la posizione di Dogali è stata prontamente sconfessata da tre consiglieri dello stesso gruppo consiliare. Più precisamente da Andrea Salvati, Licio Di Biase e dal presidente del consiglio comunale Roberto De Camillis. «Si tiene a sottolineare» hanno scritto i tre esponenti dell’Udc, «che il consigliere Dogali, in modo assolutamente legittimo e rispettabile, ha espresso una posizione personale che non è frutto di confronto e condivisione all’interno del gruppo consiliare. Le parole del consigliere non sono quindi da ritenersi rappresentative della volontà del gruppo».

A difesa di Dogali è intervenuto il commissario provinciale dell’Udc Enzo Di Vittorio. «In merito alle posizione espresse dal capogruppo», ha affermato, «ribadisco che tali posizioni sono state frutto di un dibattito interno al partito, che da diversi mesi ormai esprime preoccupazione per come si stia trascinando l’attività amministrativa del Comune di Pescara». «Tra i cittadini», ha proseguito, «cioè tra coloro che non frequentano le stanze ovattate del Comune, sale forte la richiesta di un cambiamento, di un rinnovo, di un nuovo slancio politico-programmatico. Il capogruppo Dogali, unico eletto in consiglio con l’Udc insieme a Di Biase, ha ribadito quanto affermato fino a qualche giorno fa dal segretario nazionale Cesa, ospitato in Abruzzo per un incontro».(a.ben.)

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