Mascitelli ricorre e sfida Marsilio e Verì

23 Settembre 2019

Il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale fa causa di lavoro e blocca la sua decadenza che doveva essere decisa oggi

PESCARA. Il direttore dell’Asr, l’agenzia sanitaria regionale, sfida la Regione e la Lega. È di Alfonso Mascitelli il primo ricorso contro lo spoil system messo in atto dalla giunta Marsilio. Un ricorso che, per ora, dà lo stop a uno degli ultimi e sostanziali atti del cambio di guardia negli enti e nelle società regionali partecipate o controllate.
Assistito dall'avvocato Giovanni Del Pretaro, Mascitelli ha ingaggiato una causa di lavoro contro Marco Marsilio e davanti al giudice Massimo De Cesare, del tribunale di Pescara, che ha già fissato per mercoledì prossimo, 25 settembre, la prima udienza. L’effetto di questa decisione è stato immediato. Alla riunione di giunta regionale, fissata per oggi, non sarà più portata la delibera proposta dall’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, che avrebbe dovuto licenziare Mascitelli permettendo alla Lega di centrare il Grande Slam nella sanità, dopo essersi assicurata l'assessorato e la direzione del dipartimento. La giunta invece è stata costretta a chiedere, in fretta e furia, un parere all’avvocato regionale, Stefania Valeri, in cui – premettendo che Mascitelli è stato nominato la prima volta nel 2015 al vertice dell’Asr che l’incarico gli è stato rinnovato e prorogato di 3 anni nel 2018 – viene riportata una clausola del contratto che, a prima vista, darebbe ragione a Marsilio, perché prevede per Mascitelli la decadenza automatica in applicazione dello spoil system.
Firmando il contratto, sostiene la giunta regionale, il direttore avrebbe accettato di farsi da parte prima della scadenza naturale prevista nel 2021. Ma pochi giorni fa, e giocando d’anticipo, Mascitelli, con un ricorso d’urgenza, ha chiesto al tribunale di Pescara di annullare quella postilla. Su cosa fa leva il suo ricorso?
Nella prima parte, l’atto ricorda come Mascitelli sia stato nominato la prima volta, e confermato nel 2018, «per le sue elevate competenze professionali e il costante pieno raggiungimento degli obiettivi assegnati». Premesso questo, vengono elencati i compiti cruciali dell’Asr, l'agenzia «che concorre al perseguimento della politica sanitaria regionale assicurando il supporto tecnico e scientifico attraverso» per esempio, «il monitoraggio della spesa sanitaria, la verifica e il controllo delle prestazioni erogate» oltre che il monitoraggio e il superamento delle famigerate liste d’attesa nelle strutture sanitarie pubbliche. Uno studio, quest'ultimo, che il Centro ha recentemente pubblicato, ma entriamo nel merito. Mascitelli, in parole semplici, contesta la clausola riportata nel contratto appellandosi a sentenze della Corte Costituzionale che affermano, con riferimento proprio all’Abruzzo, il principio secondo il quale «alle figure apicali di natura tecnico professionale (come nel caso del direttore dell’Asr, ndr) che siano titolari di funzioni organizzative e gestionali e responsabili del perseguimento di fini individuati in atti di pianificazione e di indirizzo, non si possono applicare i meccanismi della decadenza automatica cioè dello spoil system». Peraltro la Regione, si ricorda nel ricorso, si è già adeguata a questo principio sancito dalla Consulta a proposito del dg dell'Arta, Francesco Chiavaroli, che infatti non sarà avvicendato subito ma potrà completare il suo mandato. Infine, a conferire il carattere dell’urgenza al ricorso di Mascitelli c’è il fatto che la decadenza sarebbe per lui pregiudizievole. Perché lo è? Non portando a termine il suo incarico nell’Asr, si vedrebbe inibita la possibilità di essere inserito negli elenchi nazionali dei manager Asl in quanto non conseguirebbe il requisito dei 5 anni d’esperienza apicale nell'ambito della sanità. La parola passa al giudice De Cesare ma, nel frattempo, la Lega deve rinunciare al Grande Slam.