Masterplan Lavino Interdizione per l’architetto

21 Giugno 2018

PESCARA. Niente interdizione temporanea dai pubblici uffici per l'ingegner Paolo D'Incecco, ex dirigente ai Lavori pubblici della Provincia di Pescara, indagato insieme ad altre otto persone nell'inch...

PESCARA. Niente interdizione temporanea dai pubblici uffici per l'ingegner Paolo D'Incecco, ex dirigente ai Lavori pubblici della Provincia di Pescara, indagato insieme ad altre otto persone nell'inchiesta sull’appalto da 3,5 milioni di euro per realizzare il Parco sul fiume Lavino, inserito tra i 77 progetti del Masterplan. Per l’architetto Gianluca Marcantonio, anche lui indagato, è stata invece disposta l'interdizione temporanea dalla professione.
E' quanto deciso dal gip Gianluca Sarandrea in merito alle richieste avanzate dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, titolare del procedimento giudiziario insieme al procuratore capo Massimiliano Serpi. Sotto la lente di ingrandimento della procura, oltre a Marcantonio e D'Incecco, che dal gennaio 2018 è in servizio al Comune di Pescara, sono finiti il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, l'ingegnere Tino Di Pietrantonio, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, l'architetto Enrico Di Paolo, l’ex assessore provinciale, Fabio Ferrante, collaboratore di D’Alfonso nell’ufficio di presidenza della Regione e consigliere comunale a Lettomanoppello, e due collaboratori di Marcantonio: il geologo Giovanni Ciccone e l'architetto Mauro Zaccagnini. L'accusa, tutta da provare, ritiene che sarebbe stato turbato «il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto dell'iter selettivo volto alla scelta dei liberi professionisti da incaricare nell'ambito della procedura relativa alla fase progettuale preliminare ed esecutiva» del Parco didattico del fiume Lavino. Questo, sempre a giudizio dell'accusa, sarebbe avvenuto «mediante mezzi fraudolenti». Le accuse: atti propedeutici alla turbativa d'asta, corruzione e falso ideologico in atto pubblico. (m.v.)