Materassi, mutande, rifiuti Ecco le aiuole dei bivacchi

18 Luglio 2017

Dopo i servizi-denuncia del “Centro”, si scatenano le segnalazioni dei cittadini Dalla Strada Parco a via Fabrizi, tutte le aree verdi trasformate in discariche

PESCARA. Una camera da letto con bagno naturale dentro un’aiuola di piazza della Rinascita di fronte ai civici 69 e 74. Il materasso di gommapiuma, la coperta di lana, una busta di plastica ricolma di indumenti, un cartone per proteggersi da sole e vento probabilmente, escrementi e fazzoletti usati, nascosti nella vegetazione di una piccola isola verde situata tra i palazzi del salotto buono dove risiedono professionisti, artisti, imprenditori e commercianti a giudicare dai nomi, molto conosciuti, sui campanelli delle abitazioni.
Il viaggio del Centro prosegue nella «città senza decoro», come scrivono i cittadini infuriati nelle segnalazioni che arrivano in redazione, alla scoperta del degrado delle aiuole dopo aver monitorato marciapiedi sbeccati, strisce pedonali sbiadite o inesistenti, rastrelliere carenti, strade piene di buche. «Basta camminare per le vie del centro per constatare quanto sia indecoroso e indegno lo stato di abbandono che, sempre più, pregiudica l'immagine turistica della nostra città», segnala Massimo Baldoni, «Ovunque buche nelle pavimentazioni, aiuole utilizzate come contenitori supplementari portarifiuti, mendicanti in ogni angolo del centro cittadino, venditori ambulanti che occupano interi tratti di marciapiedi lasciando pochissimo spazio al passaggio pedonale, giardini pubblici utilizzati come luoghi di bivacco diurno e notturno, immobili di pregio allo stato di abbandono ormai da decenni». Baldoni si chiede «quanto costi al Comune mandare gli operai di Attiva a ripulire e dove siano i vigili per garantire l'ordine».
Ieri pomeriggio, due pattuglie della polizia municipale sostavano in piazza della Rinascita e in piazza Sacro Cuore. E i vertici di Attiva hanno sempre sostenuto che «la pulizia si fa in orari stabiliti, mentre la città viene sporcata con continuità. Questa condizione impedisce di avere, istante per istante, una città costantemente pulita e senza rifiuti».
Sulla strada parco, all'altezza di via Toti, qualcuno ha buttato tozzi di pane sulle aiuole per sfamare i piccioni. Più avanti, davanti alla sede dell'associazione Strada Parco, un mare di escrementi sull'erba e rifiuti dentro la fontana accanto al Conservatorio. Escrementi rinsecchiti sotto i portici di via Carducci: «Quella chiazza puzzolente sta lì da più di dieci giorni», assicura un residente. Nella vicina via Parini, accanto agli eleganti negozi, la sporcizia regna sovrana sotto le siepi dei marciapiedi. Tra le siepi vicino al terminal bus, spicca una mutanda.
Nell'aiuola davanti a un bar di via Fabrizi sono state abbandonate bottiglie di plastica vuote, pacchetti di sigarette e lecca lecca. Persino garze medicali, biglietti del cinema, cucchiai di plastica, gratta e vinci strappati e residui di strenne natalizie nelle isole verdi tra via Firenze e via Roma e tra via Mazzini e via Battisti. Sul lungomare, bivacchi proliferano sulle aiuole di piazza primo Maggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA